Né voglio uno spicchio

by fernirosso

max szoc

La gente pensa che, esser artista, significa parlare con eloquenza,cantare divinamente, disegnare superbamente o suonare uno strumento in modo virtuosistico.Ma pochi sanno,che esser artista significa scegliere la vita,quando si vuole morire.Per questo motivo l’artista merita l’eternità.- Max Szoc (1937-1983)

Né voglio un verso.
Voglio succhiarti quel rivolo di poesia
che  saliva     si fa’   piacere
dentro la tua bocca
voglio crescerti l’affanno
consumare l’aria che il tuo silenzio impone
trattenermi in te mentre l’uno dell’altro la vertebra disvela il brano
pregiata parola da consumo
un fuoco lento una lente visionaria.
Consumarti mentre tu mi vedi
traguardare il fuoco che ti cresce in corpo
a lato di quel corpo troppe volte assalito dimenticato fatto a pezzi
rubato devastato penetrato colpito offeso.
Voglio camminarti l’anca adagio
pianissimo con una corda di violino tesa tra il pensiero
e la lingua schiava
schivando la falsa rotta che ti vorrebbe suddito ancora sottoposto
servo di quella morte ripetuta tante volte
mentre in me tu ancora ti perdi e farti forte vorrei
d’altre macerie scosso, nell’incanto
incauto del corpo assente.