terra la memoria

by fernirosso

debra fritts


e muro bianco

che di ogni cosa ha fissato il chiodo

di un suono

tu per esempio sei il rumore del ghiaino

appena smosso sotto la ruota della bicicletta

di mio padre la ruota del tornio  è un cigolio ricorrente dentro la mente

mia madre è uno scroscio d’acqua finchè nel giardino accudisce i suoi fiori

poi c’è  una specie di  ostacolo di legno

qualcosa che si chiude dietro     una porta e ancora

poco oltre una vasca di pesci è lo sbuffo rosso dei miei figli

fanno il bagno nel mio ventre e come un recipiente sento

i loro passi dentro di me che solo lì posso raggiungerli.

E poi ancora una volta

un lontano ricordo  tenuto a bada con le antenne

dell’orecchio   è un fruscio

un suono di piedi scalzi  che sull’erba rincorre il tramonto

poi fiamme  e cancelli e tutte le  preghiere che vorrebbero frenarlo

allagarlo forse comprimerlo alla diga del niente

ne allargano il suolo  denso che si fa

respiro     dietro le finestre spalancate

di una casa non mia  e    tiene

senza rispettarle tutte le mie estati.

Anche il sole ha un suono

una specie di artiglieria che striscia con le sue pallottole i binari

del giorno e la notte  attraversando le campagane

taglia i filari e le messi con la falce di specchio

della luna     voi che ve ne andate

insieme a quella luce siete le anime dei miei

antenati richiusi nella mia terra, la sera, una volta di più.