Coltivo rose
by fernirosso
d’amore aspro un amore vegetale che vìola la corona
di spine rose dei cespugli maestre di passioni
lanciatrici di profumi lancinanti coltelli pugnali della collera
per strade polverose le ho raccolte
strade in cui tu mi avevi perso ed io dimenticato
un’anima quel fuoco mio doloroso
rosso fuoco che improvvisa la cova
i suoi petali una rosa senza nome e le foglie
sono ancora tutti i passi senza passato del mondo.
Coltivo rose
dal fiore di pietra ascensioni di vertici
segnali di sguardi un soqquadro di linfe
sono la casa contro il teatro del vuoto
e la notte spremono la paura come un nuovo
sole che governa un’alta intoccabile presenza. Coltivo rose e
bacche di silenzi senza tregua
operano con chirurgiche spade il mio cuore avvelenato.
Coltivo le rose e rubo quelle selvatiche.
Anno dopo anno dalle strade abbandonate rose pendoline
dalla montagna rose antiche migranti
dalle colline e dalla campagna crescono
dovunque i miei rovi. Sono spine rigogliose. Rose
canine intere di rabbia. Lungo il viale stanno insieme
come una sola specie antica una rosa senza danno
intensa scabrosa rosa dell’inizio
tonda ovalica supera l’orto e per i semplici sana il fetido
l’insalubre odore di una casa ancora ingombra di parole.
