Ma cosa imparano i bambini
by fernirosso
nei paesi della terra?
Poveri sempre più poveri
imparano che ci sono solo pochi giorni l’anno
in cui il mondo intorno a loro esiste
e poi tutto scompare dentro un grigio color indifferenza
anzi imparano il rovescio della medaglia
vale a dire che vale essere poveri
la quantità di inefficienza in cui gli altri, quelli che stanno oltre,
nella disuguaglianza dell’equazione,
che ha la bocca ingorda aperta,
ti costringono a stare così e solo così perché
hanno scritto una legge, la stessa in tutti i libri senza alcun diritto,
e hanno snaturato il testo del teorema della vita
con corollari di razzismo e militarismo.
Imparano i bambini
eccome imparano e vedono
che i maestri sono quelli che si incontrano per strada e per vivere
si sporcano di crimine nero o giallo di rabbia verde di veleno
e il bianco ha un colore che si smacchia con altri
ritrovati di iniquità che liquidano via ogni peccato.
Studiano, i bambini poveri, studiano con concorsi obbligatori d’impotenza
d’essere ciò che sono perché subire è ciò che possono fare
in milioni e milioni di individui, oppressi da pochi
altri che del pianeta cambiano la realtà facendosi dittatori di dettati
ancora impuniti
e il futuro non si fa mai futuro se si accetta questo come unico presente.
E c o r r o d e
ogni messe
questo volume d’ingordigia
la provocazione di un modesto paradosso
un pugno di uomini bianchi fatto di crimini che s’insedia
come un cancro nella vita e scorre nelle vene
aperte a quella nuova fame di potere e della terra
fa un’organo a forma di pulsante che schiaccia ad ogni suo volere.
E costa vite umane quel premere il bottone
l’economia mondiale che spreme ad ora ad ora
il futuro della Terra.
Ma come termiti nei cunicoli ci sono insetti
sempre più forti alle pesti e ai veleni irrorati in cielo e in terra
ci sono bambini , piccoli in queste scuole di clandestini
e disegnano e modellano dentro i loro occhi che sono mani
un recupero della solidarietà e della naturalezza.
Certo sono piccoli ma puntano i piedi dentro la terra
ne prendono tutte le frequenze e queste impugneranno
per scrollarsi di dosso quell’avido minuscolo mucchietto di pulci bianche
che ora, proprio perché piccoli, vedono grandi
i giganti di un potere
che si nutre della forza altrui.

…dare voce ai bambini meno fortunati, una denuncia civile è possibile.
Grazie Ferni, Cettina.
i bambini,al naturale, non sono mai poveri e riescono a giocare insieme tutti. Sono le condizioni,sociali e politiche che,di fatto, li rendono poveri o li travestono di una falsa ricchezza.Alla fine quelli che diciamo fortunati credo siano destinati,diventando adulti, ad una peggiore miseria degli altri. Cioa Cettina.ferni
Un testo su cui riflettere a lungo, perché non mostra solo la povertà di taluni, ma la miseria degli stati e di coloro che si credono ricchi. Grazia.Livia Tora
no doubt: un testo di riflessione puntuale severa realistica sulla “miseria” creata ad arte da pochi (bianchi, ma mi vien da pensare ai “gialli” in Cina, a molte realtà in India, che, a quanto mi dicono, stanno imparando molto molto rapidamente, anzi hanno già imparato e adesso mettono in pratica selvaggiamente), miseria che è di pane e di spirito e di ideali, miseria che si conforma a regole dis-umane, nel senso che fanno perdere la dimensione natura-umanità a tutti. Ma i bambini “poveri” sono preziosi, e la loro “povertà” pure.
già, Daniela, un panorama assolutamente precarizzato,non tanto da eventi naturali,ma per mala gestione umana e questo volutamente sia quando l’uomo è bianco o d’altro colore ma impara quello dell’indifferenza a tutto e tutti per lucro. Un abbraccio,f