Ma cosa imparano i bambini

by fernirosso

Joselito Sabogal- Humano dejame que te cuente

Sabogal Joselito

nei paesi  della terra?

Poveri sempre più poveri

imparano che ci sono solo pochi giorni l’anno

in cui  il mondo intorno a loro esiste

e poi tutto scompare dentro un grigio color indifferenza

anzi imparano  il rovescio della medaglia

vale a dire che vale essere poveri

la quantità di  inefficienza in cui gli altri, quelli che stanno oltre,

nella disuguaglianza dell’equazione,

che ha la bocca ingorda aperta,

ti costringono a stare così e solo così perché

hanno scritto una legge, la stessa in tutti i libri senza alcun diritto,

e hanno snaturato il testo del teorema della vita

con corollari di razzismo e  militarismo.

Imparano i bambini

eccome imparano  e vedono

che i maestri sono quelli che si incontrano per strada e per vivere

si sporcano di crimine  nero o giallo di rabbia  verde di veleno

e il bianco ha un colore  che si smacchia con altri

ritrovati di iniquità che liquidano via ogni peccato.

Studiano, i bambini poveri, studiano con concorsi obbligatori  d’impotenza

d’essere ciò che sono perché subire è ciò che possono fare

in milioni e milioni di individui,  oppressi da pochi

altri che del pianeta cambiano la realtà facendosi  dittatori di dettati

ancora impuniti

e il futuro non si fa mai futuro se si accetta questo come unico presente.

E     c o r r o d e

ogni messe

questo volume d’ingordigia

la provocazione di un modesto paradosso

un pugno di uomini bianchi fatto di crimini che s’insedia

come un cancro nella vita e  scorre nelle vene

aperte a quella nuova fame di potere e della terra

fa un’organo a forma di pulsante che schiaccia ad ogni suo volere.

E costa vite umane quel premere il bottone

l’economia mondiale che spreme ad  ora ad ora

il  futuro della Terra.

Ma come termiti nei cunicoli ci sono insetti

sempre più forti alle pesti e ai veleni irrorati in cielo e in terra

ci sono bambini , piccoli in queste scuole di clandestini

e   disegnano e modellano dentro i loro occhi che sono mani

un  recupero della solidarietà e della naturalezza.

Certo sono piccoli ma puntano i piedi dentro la terra

ne prendono tutte le frequenze e queste impugneranno

per scrollarsi di dosso quell’avido minuscolo mucchietto di pulci bianche

che ora, proprio perché piccoli, vedono grandi

i giganti di un potere

che si nutre della forza altrui.