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(ap)punti dall'arte

Month: maggio, 2011

Anatomie dei segni- Interplay anatomy

mi domando come elementi liquidi, aerei, minerali e corporei

diventino  in tale labirinto il minotauro, arianna

un respiro dentro la carne e sogni, tantissimi segni

utopie in metamorfosi continue.

nell’acqua e nell’ombra

dascha friedlova

.

la nostra storia nacque     per sciogliere un racconto senza precedenti
noi  non eravamo ancora   un noi
io ero     e tu con me       senza differenza  senza destino
se non quel mare di luce
quel male di chi non trova respiro se non nel silenzio. Leggi il seguito di questo post »

quando penso a lei

a zia Lucia

sento un milione di grilli

tutti quelli che aveva in capo ogni giorno

e  quelli che nutriva in capo ad un anno.

Ricordo i fiordalisi che aveva dentro gli occhi

che sono gli stessi di mio padre e di mio figlio Leggi il seguito di questo post »

tornare a casa

sergio coppi-pesca miracolosa, yemen

tornare dentro la vita

e per farlo scendersi    dentro la terra

nell’oro  genesi delle catene del tempo

in questo spazio che viviamo per frammento Leggi il seguito di questo post »

Mi sono svegliata nel tuo letto

e avevo grafici dispersi in corpo

Sapevo di aver sognato

Troppo presto il libro della realtà carica l’allarme del risveglio

ma ciascuno nel suo mondo trova

il modo per sfuggire Leggi il seguito di questo post »

ogni notte

mi dispongo sul letto come

un magnete da est verso ovest

il mio piccolo giorno ordina

in corpo l’alba e il tramonto e Leggi il seguito di questo post »

Altri sono i nomadi

.

Eppure gli uomini,alcuni uomini, dicono che i nomadi sono altri e non sanno che tutti, tutti, viviamo e moriamo di sogni.

Sì, altri sono i nomadi.

Non gli uomini delle città!

Nomadi sono i pastori, i pellegrini, le genti delle terre d’oriente i rom Leggi il seguito di questo post »

l’ultima volta

Dino Valls

Mi sono cresciuti rasoi sulla pelle

affilano  assenzela casa    ogni livello della carne per l’ultima volta

tagliano il cartone dei miei sabati mentre a specchio guado

tutti gli altri giorni altre lame come angeli di silenzio ciò che ancora non vedo Leggi il seguito di questo post »

Mi sono decisa

.

Apro il baule.
Sta chiuso da anni.
Riposta nel sonno
senza accesso nella memoria  senza scampo
mi riporto indietro. Ora   separata

sento di fatto la catena   accanto ai miei piedi
pensavo che niente mi avrebbe fermato.
Entrare in una cassa
non richiede resistenza
eppure   sentire che  la vita, tutta la vita
e tutto nella tua esistenza
è un mobile
con una serratura troppo grande
ti accorgi che dentro ci passano tutti
figli e padri le madri  intere generazioni scarrozzate sulla rullabile
sensazione del tempo che s’insegue e tu sei la specie braccata
tu: una fila senza fine modellata come il corpo di una donna o  una terra
dentro quel corpo.
E trovi calandoti come dentro un relitto
altre chiavi e porte e sforzi quei cardini cigolanti
attraversi le  soglie smarrite dentro un occhio di vetro
un occhio che non piange allo scorrere di te
riflessa in quei locali     sentieri perduti tra le stanze dell’immobile
dentro il tuo corpo sommerso da anniversari
e diari e righe di scorta alla tua nuova annunciazione
quella gerarchica geriatria senza fedeltà del cuore
dove sei tu la materia del libro da assaggiare.
Niente da meditare ma carne
da sbranare capitolo per capitolo
restando qui senza fuggire
senza abbandonare se stessi senza oltre senza altro sangue
se non quello per la morte   quando verrà  a prendersi il pedaggio
e aprirà altri varchi dentro questa stessa  vita
stanza che si apre e chiude   e precisa in noi
ciò che noi siamo.
Mortale sarà il sesso
lotto tenace
bosco per cui si affilarono le guerre e oggi sparge a vanvera i suoi semi
tra vecchi senza ripari già nel siparietto della morte
in capannelli d’ore  dentro il  relitto delle parole
mappe senza cartigli  e fatti
di sabbie mobili  sopra tesori arrugginiti .
Ho toccato la parete e la storia ha reagito
ha soffiato nel mio volto annegato un fiume di sale
la prova del danno   la rosa  consumata  il disastro annodato agli assi
ogni stele  innalzata curvata nelle ossa. Qui, non altrove, c’è tutta la storia
la babele e il filantropo verme del barile dove i semi stanno a marcire
l’ordinario susseguirsi dei giorni
senza orgoglio se non la lettura   senza altro peso
se non la leggerezza a cui la vita stessa
autorizza ciascuno di noi, lettori di letture parziali
soggette per natura ad assaggi temporali

Scenografia per un ricordo

.

Sono giorni che provo

scrivo a dritto e rovescio

una maglia di riso

sistemo melograni tra matasse di capelli

faccio un cerchio di respiri  nel favore delle tenebre Leggi il seguito di questo post »

Tutta la notte in bianco

Mark Demsteader

” Libertà: non è una volta, camminare fuori
sotto la via Lattea, sentendo i fiumi
di luce, i campi di buio -
la libertà è un continuo, prosastico ricordare
quotidiano. Mettere insieme, pezzo dopo pezzo
i mondi stellati. Da tutte le collezioni perdute.”

Adrienne Rich, da For Memory

Tutta la notte in bianco
sul tuo profilo a cucire
i pezzi della mia pelle mentre la staccavi dalla tua. Leggi il seguito di questo post »

Un giorno l’hanno riempita di sassi

.

e tra i calcinacci

quella voce   profonda migliaia di anni

non  ha parlato più.

Asfissiata  nel profondo della gola Leggi il seguito di questo post »

EHI …

.

Ehi, dico a te, non posso respirare!

Ci sono i tuoi piedi proprio sul mio petto

non te ne accorgi perché é coperto

ma una tela di fiori e di erbe

non cancella la mia faccia dalla tua memoria

sei tu vivendo ora che dai un senso anche alla mia storia. Leggi il seguito di questo post »

non c’è luogo

Pablo Lehmann

dove ti trovi

la serratura è di vetro

e

la voce una soglia senza segno

riva tra altre  voci      scatti della combinazione Leggi il seguito di questo post »

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