Scenografia per un ricordo

by fernirosso

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Sono giorni che provo

scrivo a dritto e rovescio

una maglia di riso

sistemo melograni tra matasse di capelli

faccio un cerchio di respiri  nel favore delle tenebre

disegno rami di farfalle tra i secchi della cucina

nascondo qualche nota dietro l’orecchio

poi torchio  i discorsi vaneggianti delle carte.

In una parola   poso la rosa del ginocchio     nel cursore di un ricordo

l’occhiello  di un pensiero in un faro

che si allaga giorno e notte.

E poi .

Poi non so più cosa dire.

Mi assaggio m’incanto o   mi perdo.

Mi cucio un’espressione nel colletto di un dente

i n a m i d o  un narciso  nel traforo di una garza.

Getto con noncuranza  la mia mano dentro un bottone tondo

giallo   sulla bocca di un ranuncolo

scivolo su un soffio di piumini  tocco il gusto di  un istante mai guardato.

Nell’impietosa spiga di una vertigine traccio falsi equilibri

nel resto di una vita senza calcolo e

misuro la spina  bruna    del pruno sul bordo del campo

il selvatico rosso     sangue di una rosa che sta al limite del bosco

quel primo giorno che  non ho ancora dimenticato.

Traduco una balza     giusto in fondo alla piega di una veste  che si asciuga

sotto il sole     una incredibile  forma di bambina

una goccia trasparente

d’acqua  tale e quale a te

Elina.

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Auguri Elina – 11 maggio 2011

f.f.