nell’acqua e nell’ombra
by fernirosso
dascha friedlova
.
la nostra storia nacque per sciogliere un racconto senza precedenti
noi non eravamo ancora un noi
io ero e tu con me senza differenza senza destino
se non quel mare di luce
quel male di chi non trova respiro se non nel silenzio.
Non avevamo parole, non contavamo il tempo.
Quando lanciammo il nostro coltello volevamo tagliare quel filo
il cordone che ci univa all’inizio di cui non sapevamo il nome.
Non avevamo la parola dio da pronunciare. Eravamo divini
ma non lo sapevamo non avevamo una logica per capire l’immagine
di un volto e di una somiglianza . L’acqua era uno specchio fermo.
Era un ventre in cui vivere un’arca un’area il nostro corpo immerso.
L’immenso era nostro
nutrimento il nostro stare legati
fino allo scioglimento, riflessi noi tra i riflessi di quelle acque
mentre la memoria si faceva troppo densa
Per questo accade . Accadde che nel sangue, la nostra caduta, c’immergesse
lontano da noi stessi e allora pronunciammo tutte le parole incise in quel
ventre fino a che l’ultima parola fu oscurità.
E’ nell’ombra, poco dopo, che iniziammo a crescere. Eravamo diventati
corpi, figure, ombre lanciate da una cieca volontà
di andare oltre, di superarci, oltrepassare ciò che ora ancora vediamo
l’uno dell’altro, l’uno nell’altro, ciò che noi non vogliamo essere e
si fa buio nell’improvviso accendersi di un’altra fiamma, un’altro noi
che ancora negherà chi siamo.


…il concepimento nella storia di tutti gli uomini, nelle tue parole, l’immagine completa il testo in modo mirabile.
Grazie Ferni
Cettina
un racconto che vorrò leggere alla mia nipotina. Nascerà a luglio la piccola Arianna
un abbraccio e grazie
Benissimo,è proprio il sole che mancava!Felicitazioni e tanti auguri alla mamma.
Di cosa s’ingravida la tua mente ferni? Parti continui, lacerazioni quotidiane, grida meridiane.
m’ingravido oltre la mente, il mio sangue è pieno di sonagli. ferni