nell’acqua e nell’ombra

by fernirosso

dascha friedlova

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la nostra storia nacque     per sciogliere un racconto senza precedenti
noi  non eravamo ancora   un noi
io ero     e tu con me       senza differenza  senza destino
se non quel mare di luce
quel male di chi non trova respiro se non nel silenzio.
Non avevamo parole, non contavamo il tempo.
Quando lanciammo il nostro coltello volevamo tagliare quel filo
il cordone che ci univa      all’inizio   di cui non sapevamo il nome.
Non avevamo la parola dio    da pronunciare. Eravamo divini
ma non lo sapevamo  non avevamo una logica per capire l’immagine
di un volto e di una somiglianza . L’acqua era uno specchio fermo.
Era un ventre in cui vivere      un’arca  un’area     il nostro corpo immerso.
L’immenso era  nostro
nutrimento il nostro  stare legati
fino allo scioglimento, riflessi noi  tra  i riflessi di quelle acque
mentre la memoria si  faceva  troppo densa
Per questo accade . Accadde che nel sangue, la nostra caduta, c’immergesse
lontano da noi stessi e allora pronunciammo tutte le parole incise in quel
ventre  fino a che l’ultima parola  fu      oscurità.
E’ nell’ombra, poco dopo, che iniziammo a  crescere. Eravamo diventati
corpi, figure, ombre lanciate da una cieca volontà
di andare oltre, di superarci, oltrepassare ciò che  ora  ancora vediamo
l’uno dell’altro,  l’uno nell’altro,  ciò che noi non vogliamo essere e
si fa buio nell’improvviso accendersi di un’altra fiamma, un’altro noi
che ancora negherà chi siamo.