FERNIROSSO webBLOCK

(ap)punti dall'arte

Month: luglio, 2011

La casa di silenzio

“C’è uno spettacolo più grandioso del mare ed è il cielo, c’è uno spettacolo più grandioso del cielo ed è l’interno di un’anima” - Victor Hugo

La casa ha muri di silenzio
spesso
e la quiete è l’aria che passa in ogni stanza.

Quando la notte  oltre la paura
spalanca le sue porte dentro di me
spesso

c’è qualcuno    sento  che  respira  attraverso il mio respiro
qualcuno che mi legge  il corpo
spesso Leggi il seguito di questo post »

isolati, ognuno vie

Cristina Bove

di  fuga e nella morte abbracciati
un seme che chiamiamo padre
premuto in un ovulo che diciamo madre
conficcati in terre  celesti celle  di fuochi
che ardono ogni corpo
e sono il flauto di un respiro che  affila.
Dentro mari di nascite   incessanti   senza fine morenti cammini
dei senza tetto e  terra  in  questo lontano cielo
indizio di un mondo  inizio racchiuso nel centro di ogni occhio Leggi il seguito di questo post »

Notte

.

I giorni vengono distinti fra loro, ma la notte ha un unico nome.
Elias Canetti

Notte, come dire  perdita. Chiudere la porta
e il cielo dietro come acqua scura o inchiostro nel nero di una pagina sgualcita.
Calmare il proprio inquieto
buio, riempire di nero il nero. Il grigio soffocare
senza scampo dentro la pagina caduta addosso come un sasso
e anche tu cadere  persa ogni paura e cedere
senza fine cedere
tutta la memoria per una sola eco Leggi il seguito di questo post »

Scagli(e) la possibilità

.

per questo bisognerebbe farle intercambiabili, le storie
come quelle figure in cui metti i pezzi
secondo l’estro del momento o una fantasia pigiata dentro da tempo
e può venire fuori di tutto. Si potrebbe costruirle così  le storie
a segmenti, con tratti che s’infilano l’uno nell’altro
s’infiltrano nella carne di qualcosa o qualcuno
tanto è solo una, scaglia, a seconda del giorno
del fatto che abbia preso un treno o un autobus Leggi il seguito di questo post »

Poi gli orologi

gianni priano

In alto e in fondo al paese sulla curva per uscire
tra i tetti bassi di quelle case senz’aria e senza via d’uscita
la morte si diverte a dipingerti di blu la bocca ti apre nella testa
un bianco officinale dove tutto sguazza in una poltiglia di neve fresca e fango
dentro facendo scorta di carbone
qualcuno canta qualche cosa oltre la porta che non si aprirà più. Leggi il seguito di questo post »

Lo credettero un angelo

.

c’era  gravità  in quell’eresia e la fatalità

di trovare in terra qualcuno senza parola
in cui il nostro sguardo scorresse. Tutto scorre
le cose sottili nell’aria
e la nostra beatitudine nel sentire che esiste un corpo
un corpo che non è in noi  ma è uno stare qui
in questo  preciso istante e luogo

in cui trovare l’epicentro delle nostre rimozioni Leggi il seguito di questo post »

Il primo anello

Stanley Kubrick - 2001 odissea nello spazio

tu senza nome   indosso
e sei     osso    scrigno     lo scheletro di adesso
quel silenzio di alfabeti carichi di vita
e morte la scoperta luttuosa della sorte
che per te è niente se non lo spegnimento della fame
in te perso chissà dove in ogni mia scheggia addosso
nel mio cristo tumefatto in gola in una cialda fredda e consacrata
come fosse un pane la sua terra intatta
grano e granata Leggi il seguito di questo post »

Ruggini

Marci McDonald

Ho solo verde e fosfori
mi dispensano dal margine    da ogni visione
turbina    la parola nata    vertigine
ha slacciato dai suoi basti

la soma  e l’io non cerca più la sua divinità

Spersi nel campo Leggi il seguito di questo post »

Così la vertigine scrive

Jenny Stone

sul dorso dei corpi tutti i precipizi
e le preghiere, tutte le parole come lucenti cordigliere
così la luna e il sole si calano obbedienti
nel cielo come al fondo di un pozzo e dentro
l’iride di un dio sconosciuto
cavalcano l’acqua
deflorano l’origine spargendovi i loro nitidi segni

toccare la pietra è sentire l’unica sorgente    che mondi
crea   dall’infinito suo farsi sabbia.

Il legno della casa

Jane Stone

Hai lavorato la lana della pecora e la seta dell’estate appena trascorsa
hai intaccato con la punta del coltello il legno della casa
sulla trave più nascosta hai scritto questo giorno
il ritorno di tuo figlio
dall’ultima terra.
Con erbe e con tralci hai sepolto il cuore del cinghiale
e hai bevuto il rosso del succo che svelto zampillava dal pugnale Leggi il seguito di questo post »

Come un piede

Vally Nomidou

Ogni nave ogni natante come un piede
solca la terra del mare e nessuna scia che scriva
l’oceano infinito dei suoi cristalli. Nessuna traccia del nostro viaggiare
è rotta ogni orma nella liquidità del suo ventre

Ripidità dell’andare
conservando  in sè le onde  come un passo
un passato o forse un sogno a m m a i n a t o  dal mare
nel suo scafo d’onde Leggi il seguito di questo post »

L’ultima volta

Katrin Alvarez

oggi è l’ultima volta ……………..affilati rasoi tutte le assenze sfilano la pelle
dico e so che mi ripeto ………….la casa ogni livello della carne
taglio il cartone dei miei sabati…..mentre nello specchio guado
ho lame come angeli di silenzio….ciò che non vedo ancora

taglio, taglio il primo stato lo strato che freme la pelle  ogni livello della carne
la casa  mentre lo specchio immobile guarda me che lo guado
guardo ciò che non vedo dentro quel falso
riflesso di un profondo gua(r)ire. Leggi il seguito di questo post »

M a l e detta

Rolando Sosa-

m a l e detta parola
mon(a)ca     poesia fatta di fiato
parola amministrata dentro un cart(ell)one di disegni
parola somma senza calco e calcolo astenuta estenuata parlamentare parola
impiastricciata gitante parola gigante
mal governata tabulata infuriata parola che s’inturbina si staglia s’impenna
si strimpella dentro le orecchie bacheche
di chicchesia prova letta Leggi il seguito di questo post »

Per un tempo rovescio – To a back to front time

.

in  ore senza stanze
nell’aria  di antichi giacimenti
scivolata tra  ali di insetto
e in strati  impalpabili di nebbia e  polvere
sfiati di bocche
tra bianchi teli in quinte e lenzuola grezze
lame sottili del vento Leggi il seguito di questo post »

Aveva appena finito di attraversare quelle scene

Marika Bäumler

La vecchia le aveva disposto davanti agli occhi
come da un quaderno senza segno memorie disperse irte come scaglie
al tatto le aveva raggiunte e qualcosa dentro di lei come un lievito o solo un fruscio
qualcosa che allaga la mente e sale da molto più lontano
le aveva invaso la bocca
ma non era parola, lo avresti detto un getto da un cretto
arido del fiume un filo, una bava di ragno tra i rami  o solo un verbo Leggi il seguito di questo post »

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 54 other followers