Lo credettero un angelo
.
c’era gravità in quell’eresia e la fatalità
di trovare in terra qualcuno senza parola
in cui il nostro sguardo scorresse
perché tutto scorre
le cose sottili nell’aria
e la nostra beatitudine nel sentire che esiste un corpo
un corpo che non è in noi ma è uno stare qui
in questo preciso istante e luogo
in cui trovare l’epicentro delle nostre rimozioni Leggi il seguito di questo post »
