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(ap)punti dall'arte

Month: settembre, 2011

sono nata in una casa

Thomas Gauch

così ricca che la porta restava sempre aperta
mia madre aveva il sole tra le braccia
mio padre il vento e il cielo sulla bocca.
Quando nacqui le pareti si riempirono di suoni
e furono api magistrali a tessermi  la parola nella voce.
Come tra filari di castagni crebbe dentro me l’ immenso dell’arnia Leggi il seguito di questo post »

Nelle corti dell’infanzia

catrin arno

nelle spiagge dei giochi
nel marmo lucido di giorni ricorrenti
tra quei liquidi chiarori degli affetti
in una miniera di suoni
goccia a goccia
una primavera di insetti su corolle di affanni Leggi il seguito di questo post »

Lezioni imperdibili

.

l’umido diamante dell’alba
le gocce elementari di pioggia
geometrie dell’invisibile
oscurità che si fa lente e sole
per chiederci quante materie
disciplina l’amore. Leggi il seguito di questo post »

Tutti i paesi che vedo

.
sono
i tuoi occhi tutti i fiumi e i mari
gli oceani e i cieli che navigo

sono
la voce del tuo sangue  i crepacci
le discese i precipizi
gli orditi profondi le grotte gli incantesimi Leggi il seguito di questo post »

trovarsi finalmente

norma beusset

sospesi

in semi d’alba

puri  fragili

soli

in nudi d’ombra

Senza ingranaggi

Ninetta Ciminelli

il garofano fiorisce rosso nelle giuste pulsazioni della terra
senza rivoluzioni
scolpiscono case di luce e insonnia
pioggia e neve
senza rivelarsi mai
procede la sua mirabile traiettoria questo sottomarino tra le stelle
mentre nel ventre dei vulcani spacca l’atomo la placenta del magma Leggi il seguito di questo post »

Ogni mattina

Michelle Muennig

disordino i sogni nel mio letto
e ogni notte giro la chiave
nella toppa del silenzio
per aprire loro il viaggio
nella spessa conchiglia della mia assenza
nella terrazza spalancata Leggi il seguito di questo post »

Ruotasti dentro di me

dascha friedlova

e dentro   il tuo asse
lievitasti nel mio mare
sconosciuto
venisti a me
cadendo dal seme
in un dolore prodigo Leggi il seguito di questo post »

aprire le cose

portate dalla luce
in noi guardarle finchè s’inseminano
profonde disorientando il miracolo
dal suo est nel nostro ovest
disordinando l’ombra
l’oro di ogni miraggio
nel fuoco che brilla i corpi
fino alla loro cenere

Ancora viv(r)ò del labirinto

.

i piedi di terra e il respiro d’aria denso
scrutando il germe del buio dentro me stesso affondo
il giorno  la trama di tutte
le ossessioni che mi tengono fermo
dura pietra tra le pietre del palazzo e come radici
possenti le mie lunghe vertebre d’ore rincalzando il monologo del tempo Leggi il seguito di questo post »

Anagrafe dei segni – I

Elena Cermaria

Avessi avuto rose dentro la bocca
nelle mani foreste
di radici il ventre e il sangue
una riva fiorita da  oceani la preistoria dei miei occhi

forse sarebbero state ere e petali di luce i miei  gesti
come archi di grande gittata
in legioni di frecce   tutti i miei respiri  slacciati dal guscio del vento
avrebbe avuto intagli di selce nella roccia di ogni lingua Leggi il seguito di questo post »

Venne per prima la sua ombra.

elena cermaria

Era una luna vecchia  segnata  con il volto rifatto.
Teneva chiuso  in un fragile occhio un immenso silenzio .
Proveniva da miraggi ogni suo nascondiglio e di luce  mi slacciava
lo sguardo dal duro della pietra
dove la vita depone i nostri giorni  lasciandoci vivere lontani e senza fiamma
imbevuti di sogni e false verità sollevandoci dall’incubo e dalla solitudine Leggi il seguito di questo post »

se mi scrivo

Emma Hack

il palmo con l’inchiostro
e i polpacci e il dorso
e se altre segnature  di rosso
intreccerò su tutto il corpo
tessendomi dal ventre come un abito nuovo infiltrandomi
a ritroso tra derma e pelle uscirò? Riuscirò  da qui a rinascermi?
Da questo finito luogo d’infiniti  drappelli Leggi il seguito di questo post »

La poesia?

Tom Chambers

L’ho messa fuori dalla porta.
Si vantava d’essere perfetta.
Diceva d’essere eterna.
E non si curava di guardarmi in faccia.
Camuffata sempre da qualcosa d’altro.
Da qualcosa che non è mai
che non sono, io,  per intero. Leggi il seguito di questo post »

Un verme la parola

.

che buca la mela dell’essere
io   una grossa falena notturna
che sale dalla nebbia e sorvola
le paludi del sonno le archeologie della memoria Leggi il seguito di questo post »

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