Ancora viv(r)ò del labirinto

by fernirosso

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i piedi di terra e il respiro d’aria denso
scrutando il germe del buio dentro me stesso affondo
il giorno  la trama di tutte
le ossessioni che mi tengono fermo
dura pietra tra le pietre del palazzo e come radici
possenti le mie lunghe vertebre d’ore rincalzando il monologo del tempo
io spergiurando d’essere
un uomo manifesto catturerò le rose la tenera schiuma
del tuo sangue e in bocca ruminando me stesso
come un dio del silenzio la vera sostanza sentirò fiorire in ali
dal nido delle nubi.
Le viole sommerse  nella polvere del mio corpo
solleveranno   azzurri    profondissimi  nel cranio della  notte
e finalmente pura come un’alba tra i cespugli
la candida mandibola
d’altre ossa replicherà esausta la vita
della morte   l’ultima tempesta.

Nel mio canto d’ogni giorno inquieta la vertigine
s’ingola e scrive
del singolo la schiusa
il centro perfetto del labirinto
la notte sotto l’unghia del tempo dove io nuovo ancora cerco
nel minotauro la mia vita
antica.