Ancora viv(r)ò del labirinto
by fernirosso
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i piedi di terra e il respiro d’aria denso
scrutando il germe del buio dentro me stesso affondo
il giorno la trama di tutte
le ossessioni che mi tengono fermo
dura pietra tra le pietre del palazzo e come radici
possenti le mie lunghe vertebre d’ore rincalzando il monologo del tempo
io spergiurando d’essere
un uomo manifesto catturerò le rose la tenera schiuma
del tuo sangue e in bocca ruminando me stesso
come un dio del silenzio la vera sostanza sentirò fiorire in ali
dal nido delle nubi.
Le viole sommerse nella polvere del mio corpo
solleveranno azzurri profondissimi nel cranio della notte
e finalmente pura come un’alba tra i cespugli
la candida mandibola
d’altre ossa replicherà esausta la vita
della morte l’ultima tempesta.
Nel mio canto d’ogni giorno inquieta la vertigine
s’ingola e scrive del singolo la schiusa
il centro perfetto del labirinto
la notte sotto l’unghia del tempo dove io nuovo ancora cerco
nel minotauro la mia vita antica.

Bellissimo video e ottimo testo.Non so aggiungere altro alla meraviglia che ho raccolto.
Memorandum per ciascuno di noi. Bellissimo video.
Grandioso Bruno Aveillan, un’opera d’arte il suo video. Mi piaccioni tutte le pubblicità che ha elaborato ma questa è arte. Bellissimo anche il testo, anche se non semplice come sembrerebbe leggendolo.
Elegante e tormentato.
egle
…perduta sostanza in tribale danza scomposta, i percorsi sfumano nelle nebbie volitive di viaggi incompiuti…t.t.
Mi ha emozionato!
Grazie Tiziana, il labirinto mette noi tutti alla prova.Il fatto è che lo cerchiamo di fuori, mentre ci cerchia dentro e restiamo catturati, fino al completo svolgimento del filo. ferni