sono nata in una casa

by fernirosso

Thomas Gauch

così ricca che la porta restava sempre aperta
mia madre aveva il sole tra le braccia
mio padre il vento e il cielo sulla bocca.
Quando nacqui le pareti si riempirono di suoni
e furono api magistrali a tessermi  la parola nella voce.
Come tra filari di castagni crebbe dentro me l’ immenso dell’arnia
il volo e il profumo dei pollini le spirali concentriche di una festa di ali.
Si levava presto dal letto mio padre
ogni mattina apriva tutte le imposte e nella sacca
profonda della terra
incolta cavava l’argilla per trarne le sue storie.
Mia madre già cantava in mezzo al campo
cogliendo rose  e spighetta facendo di ogni erba un fascio.
La mia scuola
furono quelle memorabili giornate
accanto al tornio di mio padre fiabe
e fate  nelle passeggiate a piedi nudi con mia madre.
E’ ancora sotto pelle nella radice del piede
e poco oltre  nel risvolto del labbro
inferiore la tenera inquietudine di un morso
che Luna la mia cagnetta docilissima e sapiente
mi procurò iniziandomi all’attenzione
spalancando la mia vita al fato
facendo di me un sole e un prato.