Indicandomi nel centro
Dennis Sibeijn

esatto con un bisturi mi espongo metto a nudo il cuore
dentro la cassa e nel torace come in una teca
compongo un battere instancabile
una immaginazione libera dai lacci del batterio del mondo
cacciato oltre la cuspide appuntita della notte oltre la paura della morte.
Chiamo. E intorno
nel battere uguali delle ali si raccolgano gli uccelli.
Che di nuovo gli ricordino tutti i nomi delle foreste Leggi il seguito di questo post »

