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(ap)punti dall'arte

Month: ottobre, 2011

Ma dove

.

Dove ti sei fermata in questo viavai continuo
tra treni senza orizzonti e vertici di piani con periodi al limite del vano
nei miei passi un vivaio di scale
di sopportazione che chiude  strade sentieri e chiodi lascia
per via come disegni di rette tormentate senza scorte di punti né fuga.
Dove ti sei nascosta dentro la mia fretta
che non riesco a sostenere  sola le tue tante lenti Leggi il seguito di questo post »

Mi ritrovai per caso

Se accadrà sarà nell’acqua. Un’altra volta dentro la stessa acqua.
Largo sarà  il suo ventre dove passare non è dolore  e perdersi
sarà lo sguardo che  si accorcia, il tempo inservibile
solo uno sfondo nel fondo dell’acqua, trasparenza
dell’ultimo sogno. Se accadrà sarà all’ultimo tocco
quando il maglio avrà abbattuto l’ultima stanza.

.

Mi ritrovai per caso
stavo nascendo come un albero in un prato Leggi il seguito di questo post »

Perché di solito

accendiamo le parole  come si fa con i lumini
nelle cripte dei morti
il loro breve riverbero sui massi sconnessi
dei vuoti
è il nostro non sapere quanto
quei bagliori    lenti
ricoveri del tempo Leggi il seguito di questo post »

la tua stanza

.

dove la mia voce vive
è una nuvola sospesa
una roccia che si sgretola
e di sabbia
un fine resto
domani e poi ancora l’altro un altro verbo nel deposito del tempo.
Io recito
nel regno di fandonia contro verso Leggi il seguito di questo post »

Un faro

.

da vecchie polveriere esplose
la luce sparge ceneri dal treno del tempo
stelle e lapilli fino ai nostri occhi ciechi
ed allargando i cieli in cicli     onde
dispone  in tolleranze di meccaniche celesti
trafugando misteri e disponendo in noi solfeggi d’ombre Leggi il seguito di questo post »

In quarti

i corpi   dei vuoti  disseziono  e nelle ossa  i  filamenti
muti   che sfilano dai morti
le vesti snodano  gli assurdi complementi
i vertici degli anni gli ami  calati dall’incolume esca
vecchie silenziose mutevoli  sorgenti
in ogni storia tresca   sola resta  la  scoria vuota dei tormenti Leggi il seguito di questo post »

Clandestina

Braulio Matos

la vita naviga in grani e senza deposito  orbita nei giorni
disastrando l’ordine dello scorrere
tra i pianeti il tempo non è suo alto consiglio ma  ferro che incalza
la gemma malvagia e variamente splendida della notte
mirabile specchio della morte  dal cui bulbo deserto  si affaccia
la bufera come fiore del suo scroscio  in raffiche di lampi e frecce d’invisibile
una fervente micidiale pioggia di occasioni
straordinaria viene leggera sulla scomposta ferocia che ci vuole qui
in malriposte ansie infelici nel non saperci se non inediti sempre
ogni volta clandestini Leggi il seguito di questo post »

Rifiorire



questo il disegno
e da subito ricordare
con quale volontà
viene
il mattino girando i fogli del tempo
scrivendo ombre    lunghe
e abbagli   tra i mutevoli suoi corsi Leggi il seguito di questo post »

Datemi un filo

.

- Datemi un filo d’aria-   E
Gridava. Gridava. Gridò finché non ne ebbe  più
nemmeno una parola
le spuntò dalla gola solo un filo
un leggerissimo filo di sangue
un bordo di rosso al respiro che si faceva grosso  sgretolato e lento.
Non aveva più fiato e non aveva che un filo di vita eppure
gridava di silenzio quel braccio alzato e sollevava premendo in aria le dita
tutto il suo corpo come volesse premere il cielo come volesse raschiare il fondo Leggi il seguito di questo post »

Dicono sia il futuro

Vladimir Stankovic

“…deeper meaning lies in the fairy tales of my childhood
 than in the truth that life teaches.”- F. Schiller

Per me dico che è solo prossimità alla favola e il vacuo è meta. Eppure! Quanti anni di demolizione e di(s) servizio all’ozio dello studio servono per trarsi da un’ombra, che non è la propria, e non illumina il mostruoso, covato in corpo da uova altrui e da uno stesso organo celato. Quanti giorni trascorsi in chiacchiere senza peso se non la gravità dello studio in cui operiamo le nostre scommesse. Ha un peso forse la parola che ci immette nello sguardo il mondo e si proietta tra fessure come spazi, tra altri, spazi di un vuoto che riempiono di gusci i nostri, vuoti spessori per manomettore le paure che sempre più si fanno aderenti, al corpo sconosciuto della  vita. La morte graffia, quasi subito, lo specchio e in quell’argento mutilato ferisce il tempo, o almeno pensiamo che gli strappi una frazione di enigma, e sveli a noi chi siamo, chi sia quella Leggi il seguito di questo post »

Sta cambiando?

.

Al ritmo di due secondi e mezzo
scompare un pezzo di futuro
ognuno è un bambino che muore per inedia o malattia
ogni secondo una guerra spalanca le case  di una particola di mondo
miete anime e corpi per un catasto di terra
concimato con diamanti e  petrolio
e sacche di vaccino avvelenato è  il latte che si versa
dal ventre della furia per un corso d’acqua nei secoli del fosso Leggi il seguito di questo post »

Da quando non ti vedo mi manco

colette calascione

loro due

Tu sei sempre stata

un passo

in ogni mia direzione l’ombra

che rincalzava il mio andare   marcando il passo

a terra e lungo i muri rintracciando il movimento

segreto del corpo. Tu che mi sei gemella oscura

da quando non ti vedo mi manco.

si fa presto

.

a dire tutto il non detto
perché si fa presto a morire
ci nascondiamo dietro discariche di parole
e il puzzo della fine ci marcisce i piedi e la bocca
si fa presto sì a cambiarsi la faccia
ma è quello che sta sotto che conta
quella traccia d’osso che si sbreccia Leggi il seguito di questo post »

Così breve

.

Così breve il giorno e lunghissima
impetuosa la notte come il vento
tra le foglie   cadute ombre dissipate dalla corrente
disciplinando me di tenebre ad un’alta esposizione
lezione a me stessa in commesse di disperazione
e scommesse di equilibri contro tutto ciò che fuori
era già dentro di me.
E’ qui che ascolto il frusciare dei pensieri Leggi il seguito di questo post »

Ci sono

.

Ci sono nelle parole
seracchi e crepacci  scivoli
tra l’erba  legni  torti
ci sono suoni dentro muri d’aria che è roccia e steli
respiri dove stanno appese luci invisibili
ghiacci   spessi    perché le parole scalano
montagne e movimenti d’acqua   interi  interni Leggi il seguito di questo post »

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