Vladimir Stankovic

“…deeper meaning lies in the fairy tales of my childhood
than in the truth that life teaches.”- F. Schiller
Per me dico che è solo prossimità alla favola e il vacuo è meta. Eppure! Quanti anni di demolizione e di(s) servizio all’ozio dello studio servono per trarsi da un’ombra, che non è la propria, e non illumina il mostruoso, covato in corpo da uova altrui e da uno stesso organo celato. Quanti giorni trascorsi in chiacchiere senza peso se non la gravità dello studio in cui operiamo le nostre scommesse. Ha un peso forse la parola che ci immette nello sguardo il mondo e si proietta tra fessure come spazi, tra altri, spazi di un vuoto che riempiono di gusci i nostri, vuoti spessori per manomettore le paure che sempre più si fanno aderenti, al corpo sconosciuto della vita. La morte graffia, quasi subito, lo specchio e in quell’argento mutilato ferisce il tempo, o almeno pensiamo che gli strappi una frazione di enigma, e sveli a noi chi siamo, chi sia quella Leggi il seguito di questo post »