In quale città

by fernirosso

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gli orizzonti e  i fantasmi
gli  eterni saluti tra i vivi e i morti
in quale città si sono persi e quale è la rotta  della  memoria
il viaggio dei sogni
covati e interrati lungo il cammino e nel cosmo passati
di mano    tra un uomo remoto  e un bambino futuro
in quale segno si sono deposti   tra nuvole e  ceneri di incendi
nei camini delle case dove di nuovo bruciano i giorni.
In quale città ne fanno ancora scorta
e in quale strada o via  in quale paese    oltrepassate le frontiere
di quei segni a vaticinio resta sola
un’ombra  la pallida circostanza d’essersi sbagliati
su questa realtà eccedente  l’ingombro di una vita anonima sempre
e mediana a qualcosa che sta oltre la misura di un corpo
oltre le frontiere illusorie di una lingua scritta in fretta
dimenticando quella della madre
nostalgia mortale
che spinge gli uomini a viaggiare e le bestie di ogni specie  alla ricerca
della propria patria perduta.
In quale città della memoria sta rinchiusa l’unica
stagione che preleva
le sue vittime e le sue storie dai corpi
tutti i corpi dei viventi e sulle palizzate delle parole
depone  teste monche soffiate da bocche appena germogliate
una trangugiata nozione del tempo
e mette in un fagotto di dolore e rammarico
ritagliato all’interno dell’involucro di un corpo
spazio senza spazio un respiro da un fiato mozzato.