sulla carta niente

by fernirosso

e altro resta   la lingua

una segreta
sotto  più a fondo
nell’alveo del fiato    c’è
la brace che si è stinta come
fosse
di  e s s e n z a.
Cade foglia per foglia ogni parola
bianca sul bianco del foglio
e non c’è vento che rianimi di un soffio
la spoglia   figura di una parola
sempre e solo un’ombra di ciò che è
stato
senza avere un luogo
senza un suolo  preciso senza oriente
senza poter  conoscere la via della migrazione
percorrendola per tratti sorretti da altre
fugaci apparizioni dentro la notte che ancora dal principio
ci  accompagna.

Nel corpo

di terra tutte le stelle si sono fatte carboni
e brillavano e brillano per loro consumazione pagine d’infinito per essere tali
e quali  macerie se ancorati ad esso non sappiamo chi siamo stati e cosa siamo ora.
Figurine sui muri di un albergo ad ore
soldati di guerre senza accampamento
tra vasi di evasioni continue
centrifughe dai centri che non afferriamo mai
crollando noi nei nostri assi
asserragliati in stalli di eco nomie che non hanno altro
senso se non quello del soccombere dopo milioni di anni che questa
terra antica di ciclopi ha chiuso in sé profondi
tutti i titani che volevano spezzarne il corpo.
Ora li chiamiamo volgarmente carboni
quei corpi che di fumi appestano l’aria
e di essa ci nutriamo tutti
diventando a nostra volta corpo
di fossili per altri sconosciuti noi stessi.