Solo frammenti 5
michael peck
[11f5] In questo preciso momento. Sono mesi che scavo, dentro di te, una bocca profonda e, dentro di me, senza cortei e senza preghiera, depongo la salma della nostra lontananza, come una sorgente, uno specchio d’acqua ferma. Quella parola vuota, irrimediabilmente luttuosa in cui la libertà è un piccolo deposito di terra. Finalmente deposto l’orecchio, la gola si è spalancata e dalle rive di quella nuova nozione dello spazio, il tempo guardiano ha schiuso i suoi cancelli. Spente le insegne e le luci del mondo, i mozziconi dei pensieri, fusi in noi, come dentro una cera persa, a sbalzo hanno composto un ultimo frammento. Spalancata la clessidra non c’era che un segno da superare: l’ultimo fondamento, per cui nulla, e tutto allo stesso tempo, altro non sono che uno scivolo, di sabbie, dove tutto risuona come il vento.








