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(ap)punti dall'arte

Month: dicembre, 2011

Solo frammenti 5

michael peck


[11f5] In questo preciso momento. Sono mesi che scavo, dentro di te, una bocca profonda e, dentro di me, senza cortei e senza preghiera, depongo la salma della nostra lontananza, come una sorgente, uno specchio d’acqua ferma. Quella parola vuota, irrimediabilmente luttuosa in cui la libertà è un piccolo deposito di terra. Finalmente deposto l’orecchio, la gola si è spalancata e dalle rive di quella nuova nozione dello spazio, il tempo guardiano ha schiuso i suoi cancelli. Spente le insegne e le luci del mondo, i mozziconi dei pensieri, fusi in noi, come dentro una cera persa, a sbalzo hanno composto un ultimo frammento. Spalancata la clessidra non c’era che un segno da superare: l’ultimo fondamento, per cui nulla, e tutto allo stesso tempo, altro non sono che uno scivolo, di sabbie, dove tutto risuona come il vento.

Solo frammenti 4

michael peck

[11f4] Nel fondo di questa stanza, come ai bordi di un lago navigabile. Lì stai tu, la vecchia e il tuo quaderno delle date e dei conti. Sogni, solo sogni disegnati che vanno sempre in rosso. Ti vedo, tu sei lì e vedi me, mi senti arrivare, dietro i vetri come un fiato di neve.  Senti, è chiaro il coagularsi del tuo tempo, come acqua in un grumo di terra che si trasforma in fango e Leggi il seguito di questo post »

Solo frammenti 3

michael peck

[11f3] Ma è stato alla fine il cuore, la mente o il corpo, o tutti quanti insieme in una sola volta, non so, ma  qui, sul mio palmo l’ho visto, scritto come fosse un’incisione. C’era la memoria comune, mia e tua, in una specie di biblioteca dei dati mancanti,  uno script ricorrente che saltava, spariva, a cavallo di dati mai letti, e si confondeva con altri, lontani.  Per questo non riuscivo ad incontrarti. Leggi il seguito di questo post »

Solo frammenti 2

michael peck

[11f2] Questo è il paradosso e l’attesa, uguale, in qualunque circostanza. Ora, la mia è questa stanza, dentro un’ora imprecisa della notte che mi spinge sulla porta, come una pecora scura, con il corpo inzuppato del tuo sangue, quando ti spararono addosso e ti salvasti per miracolo. Io in coma per un anno. Un cane fermo sulla soglia della stanza. Leggi il seguito di questo post »

Solo frammenti 1

michael peck

[11f1] Stanotte, o forse era ancora prima, camminavo a ridosso e dentro il nero. Qui nulla determina un oriente. Dentro la luce del foglio, la mia scrittura è una strada. Esportare, tutto il nero del corpo, questo mi chiedo  e chiedevo. Volevo, attraverso il ghiaccio dei  segni, attraverso le voci segrete delle parole, che si facessero ombre tutte le sillabe usuali e poi odore, calore.  Tu, dall’altro lato del nero. Leggi il seguito di questo post »

Mon cœur s’ouvre à ta voix

Igor Kozlovsky


Mon cœur s’ouvre à ta voix

Il mio cuore si apre alla tua voce
Lontano dove non arriva nessun suono
apriti mio cuore
rimbalza l’eco di un’immagine muta
germogliami la sua voce
come una fioritura di tutte le notti Leggi il seguito di questo post »

le grandi parole

gabriel sainz

hanno poche lettere e tante letture

vai è un verbo che si coniuga con le tue gambe con i passi che farai per
via ed è la terra che toccherai fino all’ultimo giorno fino all’ultimo tuo battito
fino agli avi cui ci legherà un unico dettato
mai, per sempre mai
nulla che trapeli nulla che trapassi quella riga che non c’è
che governa i nostri passi lungo il sentire di una  profonda cecità
noi come libri mai letti

ami      da esca

Sola all’origine.

Akiko Hoshino

” In un angolo, il vento
sposta l’ombra delle foglie”

L’ho detto e mi ripeto.

Oggi è l’ultima volta ………………….affilati rasoi tutte le assenze sfilano la pelle

dico e so che mi ripeto ……………..la casa ogni livello della carne

taglio il cartone dei miei salti…..mentre nello specchio guado

lame come angeli di silenzio….ciò che non vedo ancora Leggi il seguito di questo post »

i (po)poli della poesia

gabriel sainz

- Ogni libro è un viaggio e ogni viaggio è un corpo
ogni parola è un’asse

che mira l’orizzonte per andare dentro l’estinto
in profondità del tempo allargando lo spazio. -

Tu parlavi e le fiamme ci avvolgevano.
Niente sorreggeva i nostri passi. Leggi il seguito di questo post »

Ancora come può solo il sempre

Anka Zhuravleva

con  tenacia e con  forza
inaudita la grazia ci rigira il tempo tra le dita
per osservarne la concentrazione
l’attenta assistenza che a noi richiede
dentro un palmo di coraggio.
Perché è porta.
questa sfera di terra
e ci incorpora del tempo la pellicola
ne scioglie il fuso orario Leggi il seguito di questo post »

Nell’attesa

.

e nella distanza nel regno dell’acqua
in questa città sospesa tra tessuti di neve e tesi di luce
in superfici tonde dove le parole scivolano comuni
e i versi sotterranei scavano
la terra germogliando il silenzio
sondando della profondità l’anima
e il corpo risvegliando in una intatta intelligenza
in un pudore bianco.
Toccare il fuoco della vita e
sentirne l’incontrollabile irrefrenabile poesia di rocce e magma
l’alimento levigato nel flusso del sangue in milioni di legami Leggi il seguito di questo post »

Di notte

Robles Muñoz

.

- poeta non è colui che scrive versi; infatti chi ne scrive può non essere poeta, e lo vediamo tutti i giorni. Poeta è anzitutto colui che conosce la realtà e di essa si nutre- Jaime Saenz

Di notte
resto
ancorata ad un filo trasparente
all’origine
al niente dove tutto ancora
si sprigiona
mentre qui di terra in terra Leggi il seguito di questo post »

quanto coraggio serve

franco donaggio


per farsi servo di ogni preghiera
per farsi svolta in chi non ha coraggio

quanto amore serve

per farsi parola in chi non sa dire
con i gesti  di tutti i giorni o in una chiara sofferenza
quanta coscienza ci vuole Leggi il seguito di questo post »

Ascoltami. Ascoltami piovere

.

sul profilo dell’erba  e sulla pietra    in te come un silenzio
perché tu senta veramente
la natura della pioggia
perché tu, finalmente attenta, come un precipizio di passi
sulla riga scura del tempo
sia  sostanza di quell’acqua Leggi il seguito di questo post »

Se c’è luce

rt

.

Se c’è luce è dagli occhi che scema
perché il mondo vedo divelto
con  piante e con  tempo  moribondo ogni sguardo
traguarda la scena  del  corpo dal fondo
e statici i tratti si fanno corrente
in sogni di vuota e più rara paura Leggi il seguito di questo post »

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