Solo frammenti 1

by fernirosso

michael peck

[11f1] Stanotte, o forse era ancora prima, camminavo a ridosso e dentro il nero. Qui nulla determina un oriente. Dentro la luce del foglio, la mia scrittura è una strada. Esportare, tutto il nero del corpo, questo mi chiedo  e chiedevo. Volevo, attraverso il ghiaccio dei  segni, attraverso le voci segrete delle parole, che si facessero ombre tutte le sillabe usuali e poi odore, calore.  Tu, dall’altro lato del nero. Finalmente, dopo tanto silenzio. E volevo mi parlassi anche se non sapevo da quale parte fossi arrivato. Sulle vocali, pensavo, come su un pendio, eri passato, scivolato, attraverso ogni pensiero tracciato nel rigo, come una trincea, un vortice e un pozzo, la biografia della  nostra oscurità, una cascata d’acqua dove le nostre vite si perdevano prima e fino a questo istante. Ti interrogavo, e ogni volta bruciava in me, in noi, da un altro territorio di noi stessi, qualcosa che era la nostra origine prima di queste altre storie, cuciteci addosso da chi non conosciamo. Le attese, tutte le attese, stavano in fila in quell’unica, di ritrovarti nella corsa della giostra, nei giorni. – Non accade così tutte le volte? Dal cielo ti entrano in corpo suoni, polveri. Segnali.- E sono sempre materia di dissoluzione: pioggia, vento, vibrazioni e onde, una grandine di tempeste. Bruciano il cosmo e noi con loro dobbiamo ardere per spegnerci.