Solo frammenti 2

by fernirosso

michael peck

[11f2] Questo è il paradosso e l’attesa, uguale, in qualunque circostanza. Ora, la mia è questa stanza, dentro un’ora imprecisa della notte che mi spinge sulla porta, come una pecora scura, con il corpo inzuppato del tuo sangue, quando ti spararono addosso e ti salvasti per miracolo. Io in coma per un anno. Un cane fermo sulla soglia della stanza. E quando mi sveglio non ho memoria di nulla. Per questo occultarono  il fatto. Le cose un poco alla volta sono state inghiottite nel nero della dimenticanza, e finalmente il mondo è stato ridotto al silenzio. Tace, di me e di te, della nostra famiglia braccata, senza più mettere  in una  fuga né te né me. Ma. Ora, non avevamo accesso ai confini di noi stessi. Nominati al ruolo di viventi, ci  siamo inabissati, in esili permanenti, anche noi come pianeti e satelliti delle storie cresciuteci sopra come una crosta d’albero. Dentro le parole, nei pensieri o nelle assurde logiche di ogni giorno di questa realtà inventata, con cura e ferocia, vorrebbero trangugiare tutto il nero in una specie di ruota di scorta. Ci hanno sequestrato l’infinito, la nostra vita insieme è solo una crudele finzione. È come un file, questa pagina notturna. Esposta a quell’unico fine che è vivere senza ritorno, senza portare testimonianza, di ogni esodo e partenza.