Stupida, stupida!

by fernirosso

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Sono stupida
Perché mi tengo un pugnale
nella testa un dolore di lama piantato dentro il cervello e
non  penso ad altro. Niente altro che .
Non ho visto. Non ho visto che il viaggio. Non so altro.

La mia vita?
Rotta. La mia vita si è aperta oltre un campo.
Non ho testa io
ho un secchio bucato
dove butto le parole da  sciacquare
le orme dei piedi la testa di chi con la lingua
fa esercizi per  massacrare.
Io
sono stupida sì    sono stupida    mi perdo
sull’attenti per ore e ore in cerca di un nome che non c’è

lascio tutto di me   ogni cosa   non so  più chi sono    io
curo la vita  le  forme dove la vita dentro mi richiude il silenzio.
E perdo i denti io  e i capelli  e mi rompono le ossa delle braccia
ho perso la voglia   di vivere  io
la libido la espello come la voce di un fringuello
e ho desiderio io
desiderio di toccare  ogni cosa  sentirla nel ventre  e dentro i polpastrelli
nella gola   un fiato  di vento e un trifoglio da mangiare.
E il pensiero lo taglio col filo di ferro    è solo
una vecchia voce scialba uno sguardo
che non guarda   sotto la cenere che ora è dovunque
sparsa la luce a terra che dentro ci salta con  tutte le chiavi di ogni porta
e il luogo è  quel dove
dove tutto cambia per restare sempre uguale.

E i vinti?

Sono un’isola   che non ha  futuro
un immobile equinozio
una scena senza soglia un confine
oltre tutte le  città  che  pigramente ospitano  una vita scolpita
a suon di parole di muffa nel vuoto delle case
nei gessi dei corpi di gente senza identità.
Ma   niente  si trova    niente ha più una notazione.
E rifiuti su rifiuti è cresciuta una montagna di menzogne
un plastico rifiuto a vivere tutte le stagioni
l’interno del nero noi   quel  sacco di pattume
orlando immobili il drappello delle tracce randage di quei nomi
perse tra le baracche  tra i fantasmi  e altri sguinzagliati suoni di sirene  e cani
che fiutano tra ombre    l’orma di corpi senza più padrone.

Dove non si riconosce ancora il mondo?

Le parole  battezzano soltanto i nostri vuoti
e gli occhi scorrono oltre i pensieri.

Dove si cerca ancora il mondo?

Dentro un sacco di plastica
l’altra sera un feto era un’isola
una curva dentro la corrente
una parola certa dentro la nostra morte.