Ho misurato la parola
by fernirosso
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volevo vedere quanto lunga fosse
ho camminato
per strade e vie senza guardare l’ impronta
volevo trovare chi ero
volevo vedere il mio corpo
per questo lo cercavo spingendomi così oltre
poi mi sono fermata e ho cercato se per caso fosse dentro
e da dentro ho guardato dove
fossero i confini dove
terminava il mio corpo e quando
cominciava il cielo e
non ho saputo con un segno preciso incidere il guscio
l’enigma di una sola carne ho perlustrato
le ombre ai confini della luce e
ancora una volta non ho saputo vedere o scegliere chi
fosse il gregario dello sguardo
non ho saputo dire chi fosse
il padrone o lo schiavo
non ho saputo misurare
la parola di un disegno
invadentemente evasiva
verso l’altro in sé ancora specchiava
pensieri come allodole premurosamente sollevate in cielo
in alto controllavano le mappe di ogni mio interiore precipizio e
tra le correnti sorreggendosi come nessun altro può fare
in velivoli d’aria planando sono giunti nel silenzio
e nel profondo come un segno hanno tessuto il nido
un minuscolo impercettibile disegno
un punto
d’amore immenso dentro lo specchio dove
adesso stava tutto il mondo.

BELLISSIMA! E’ MIA!cecilia.
planet funk e un testo aperto al vento:uno svarione!
ciao prof. stai bene?
chissà se ti ricordi!sono francesco delle rette parallele! ti voglio bene!
Se mi ricordo? Quello del lunotto e del braccio rotto! Ciao tesoro, stai bene? Ancora nubifragi e terremoti?Ti scrivo ora che so l’indirizzo. Un abbraccio forte,ferni
dove conduce la tua parola a quale nido o tana o migrazione o transumanza
di quanti colori è fatta da non distinguere tutti i segni, solo nello specchio di una lettura in frantumi poichè immenso è amore nel guardare il mondo
buon anniversario di nascita a questo “quaderno”
elina
seguo una scia d’amicizia e stima e trovo parole come tesoro, doni immensi per il mio sentire di cui ti ringrazio! in un abbraccio mi associo agli auguri più sinceri per l’anniversario della nascita di questo luogo dell’anima, degli sguardi e del vissuto…
un viottolo che tocca le punte dei piedi con i quali entro, qui, e più in là, te, seguendo dislivelli di fiori e sassi e lunghe corse di silenzio che salgono fino al cuore e fanno la dolcezza e il sereno e la bellezza e un senso altro e
Auguri FERNIROSSO! dueunotto-dueunododici!
(grazie a Elina della notizia :) )
un abbraccio, Ferni.
i.
Eh! Grazie, ma io pensavo che fosse solo un percorso, anzi a dire il vero nemmeno un quaderno, soltanto un blocco notes, quello con i fogli che si possono strappare e la carta un po’ giallina, carta senza importanza, carta da brutta, dove si sbaglia. Allora grazie per la pazienza e per compagnia. Un bacio a tutte,ferni
carta assorbente, la tua. assorbe e ri-lascia e riassorbe…un bacio, api