ti guardavo
by fernirosso
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stavi seduto al tavolo
e davi la schiena
ancora non ti avevo riconosciuto
guardavo te
da dietro il vetro come fosse la prima volta
e ti vedevo mentre
stavo tornando a casa
tu lo stesso sconosciuto
mi hai fermata
come una pietra a guardare che ridevi
in un altro tempo
in un’altra vita dentro un’altra storia
che sfiorava la mia così
all’improvviso
in un luogo qualsiasi
per strada la mia vita esposta come un mucchio di carte
da giornali venuti da ieri e dentro
se ci facevo caso c’era ancora il battito il mio
e non riuscivo a fermarlo
dentro il sasso del respiro lento lento
come avessi avuto qualcosa in gola
qualcosa lì da tempo tanto tempo e
aveva fatto casa tra la mia schiena e altro molto
moltissimo altro che non vedo da qui ma sento
finché ti guardo e tu stai lì in mezzo
tra gente che non conosco
e guardandoti mi domando se mi riconoscerai
tu che ora non hai più la mia età
ora che ti sei fatto vecchio e ti nascondi ancora dietro abiti da ragazzo
ora che hai avuto figli dopo i nostri
e li hai dimenticati un’altra volta
andandotene come hai fatto allora lontanissimo dentro di me
in un luogo in cui di solito non vengo
c’è un cielo di amianto lì dentro un cielo grigio armato di cemento
aspetto
davanti a questo vetro che tu ti volti.
non senti che ti guardo?
non senti che premo con tutta la forza che ho in corpo
premo per esploderti quel vetro di divieti addosso e dirti
tutto quello che non ti ho detto prima
ora per la seconda volta dopo che ti ho visto
e sono certa che è proprio finita
persino il cielo ha spento le sue vecchie insegne
tutte le luci messe in vetrina di notte e di giorno
il tempo si accontenta di svolgere le solite equazioni
per arrivare alla fine della conta
mi riconoscerai? mi chiedo
ci mancava persino la pioggia
mi ha messo addosso le lacrime che non piango
mentre il peso del mondo mi è scivolato dalle spalle
e questa sera sfuma lungo la strada mostrando ancora certe stelle liquide
disegnate lungo la corsia del tram
e finalmente mi riporto a casa.

bellezza e complicità nei tuoi testi – sconvolgente – grazie Fernanda e buon fine settimana.
entro mano nella mano di queste parole.
e me ne sto ferma. e zitta. zitta.
Vi ringrazio senza aggiungere altro. Il resto lo mastichiamo tutte.f
Si mastica intimità e pioggia negli occhi… che il pudore asciuga delicatamente.
Roberto
un bel testo, in cui anch’io trovo un pezzetto della mia storia, sotto la pioggia. dinad