l’unica cosa sicura

by fernirosso

.

dicevo
sono i miei pensieri perché
posso seminarvi tra i ricordi
ripescare le vostre parole  posso  andare  restare
o posso sparire     dentro i miei sentieri che sono i vostri corpi
oltre la frontiera del tempo   posso
camminarvi in lungo e in largo posso toccarvi trattenervi
allungando le braccia  dentro gli specchi
posso intrecciare tra gli anelli il filo rosso del mio sangue
tra tutte le vostre storie e le vite che indosso.
Mi sono affezionata a questo gioco
la via è sempre la stessa e ogni volta è diversa
ogni giorno mi perdo   un poco più oltre dentro il tempo   e  mi ritrovo
rincorrendovi tra un vuoto che è denso  ma
non penso  mai  a come accadrà  dio solo sa perché mi è voluto così tanto
per dissipare i miei dubbi
in fondo questo è il mondo in cui mi convoglio
qui stanno a magazzino tutte le cose che mi ritrovo in corpo
e come a finestre esposte vi affacciate voi disperse ombre
a cui fa testimone il sole e le intemperie di questo ampio mondo
e hanno profumo di  legno  le mie ossa  sono un bosco
un’essenza diversa    una creazione ogni giorno.
Non so perché ogni tanto mi spavento per tutto quello che dicono, per tutto quanto sento
è sempre senza senso questo nostro    perdere tempo
in attesa che si affacci al tempo  lei
la nostra comune consorte    lei l’ i n c o m p r e s a   morte
che   passa decine e decine di volte
e taglia e cuce il mio nostro corpo attraverso ogni passaggio di un più vasto rammendo
ogni parola è un sussurro il  segno di un occhiello
all’orecchio  semina  qualcosa che sembra il vento
ma lo so tutto è altro e
ho immaginato   la vita
e tutte le altre da cui vengo
perdendo semplicemente tempo. Lo so.
Lo so sempre più chiaro.
E’ come una vescica
che si espande
da un’ustione precedente e brucia
tutto il passato e brucia il futuro da cui si crea
questo continuo travaglio     genti  che verranno
e tutto sarà incompleto un solo gesto  un punto d’ombra di quest’ora precisa
in cui mi trovo adesso.
No, non c’è merito
nell’afferrare tra le braccia una parola
fosse anche di poesia è già oltre la soglia
Suona  tra i miei pensieri  ogni giorno
e ogni notte me ne  allontana
mi sono persa e ti sei perso
il nome non ci serviva per chiamarci
tu eri senza essere     me stesso
tu e io   solo segni di altri lasciti
di un gesso che disegna sempre un unico nome
e non  stringe la vita  intorno al cappio di una falsa identità.
Eppure, se pure  sembra strano, ogni volta che esco da questa porta
ci sei tu come polvere del tempo 
l’altro mare  lo posso annusare
toccare mentre di lato inseguo la strada che ho appena segnato
di  queste poche ombre da cui mi parto.