forse questa luce così vecchia
by fernirosso
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attraversando le galassie
s’intarla con vuoti e con buio
strappa al corpo lievissimo dei gas
schegge di energia
stelle con cui è architettato il cosmo
quelle onde di millenni decollate
da un luogo che nessuno conosce
e giunta qui come una lama
in milioni di occhi accetta
di tagliare le fauci dell’oscurità che c’ingoia
sì forse
è colpa di tutta questa luce millenaria
arrivata in volo da luoghi che non conoscono la guerra
che non sanno cosa sia fame o tristezza
che non hanno campioni di bellezza né auditorium
in cui ascoltare voci da un poema
scritto in così tante lingue
per nascondervi tutti i battiti di un unico grandioso
multiforme cuore
come ali di miliardi di respiri e nascite e decessi e
ancora note e notificate liturgie di prati e vite strappate come fiori
rivoltati come fondali del mare e sogni fondati sul fumo delle nuvole
che si avvicinano e poi si dissolvono nel tempo che tu vi posi lo sguardo
sì
è per questo
tutto questo e anche perché si depone
nella chiave di un cristallo pronta a farsi spezzare in mille riflessi
così che noi non possiamo più guardare il mondo come è
non possiamo più amare se non ci guardiamo negli occhi
accecati come siamo dalla luce opaca di cose senza sostanza
sfuggendo l’ombra di tutto quanto siamo
nello spazio della miseria
tuguri luridi in cui ci mette ogni nostra guerra
nell’ infamia senza senso di una pietà che scrive la legge
in ogni pagina di costruita ingiustizia
nella fame egoista di cui copre il suolo con il suo meccano da conquista
e colonizza case scuole riscrive tutte le parole
in un solo scarnificante vocabolo
denaro
col suo avverbio di modo
profitto
e vorrebbe comprare ogni vita speculando sui corpi
credendo sia l’anima un pozzo di petrolio o uno schermo
aperto
sulla fossa del suo mondo.
Sì forse è solo questa luce
vecchia arcaica carica di tutte le scorie di un angusto mondo
ogni giorno rubato in un modo o nell’altro
a chiunque stia troppo vicino alla valuta vuota
con cui si vuole ragionare di morte in vita.
Riesci a sentire il tuo cuore?
Riesci ancora a raggiungerti?
Riesci a vederlo quel tu prima che si spenga in un altro?
La vita va avanti
fino alla fine
mentre s’invecchia ancora la luce e
s’incurva nel profilo del mare che nuota tutti i cieli
con la profondità delle onde e la misura del ghiaccio
dei poli nel bene e nel male dell’asse nel corpo
diffuso nella nebbia in cui annega
questo piccolo sole bagnato di universo
che combatte come noi
con il medesimo cuore acceso dal magma.

Qui come non mai mi ci riconosco, in questa visione universale delle cose, nella volontà di non limitare se stessi al proprio piccolo universo e sollevare lo sguardo dove la mente non arriva. Sempre più, invecchiando, mi accorgo che l’origine della poesia è in un universo parallelo a quello in cui viviamo e talvolta si ha in sorte di attingervi. Non so come lo si faccia, né perché alcuni abbiano questo dono. Ma è così. Tu questo dono lo hai Fernanda e che bello saperlo e farlo condividere.
sei generosa Francesca, e in modo particolare mi ha commosso quanto hai detto della tua percezione della vita e della poesia poiché mette a nudo, anche se non sembra, qualcosa che è l’essenza stessa che ci avvicina e con l’età si spoglia di quanto è solo crosta e impedisce di sentire ciò che conta ed è vitale. Grazie,ferni
No no, grazie a te per tanto e tanto che mi dai.
splendida, non ho parole
marina
grazie Marina, sei un tesoro,ferni