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(ap)punti dall'arte

Categoria: chissà cos’è

Senza di te non so più che fare

Dominic Besner


- La novità sarebbe questa?

- No, giuro, non lo sapevo. Ora, solo ora lo so. Non volevo disfarmi.
Dopo tutte quelle diluizioni nel sangue, dopo tutte quelle ventose
quelle  gole, aperte e chiuse come una diga sull’argine, tu,
che scorrevi aderente al fiume , in me perso, un peso
morto su tutte quelle ore trascorse a mentire
per  mettere un po’ d’ordine alla recita della mia normalità, dopo  tutto
di questo me ne sono reso conto. Senza di te non so più che fare.
Io non sono più il tuo tu, perché non ho più il mio io Leggi il seguito di questo post »

E questa cos’è?LA SCUOLA PUBBLICA privata di ogni risorsa!

Andrè Beuchat – Gli eletti


Inchiesta sulla SCUOLA PRECARIA, non dei precari o degli allievi o dello Stato. A quale STATO interessa lo stato DI INDIGENZA della scuola PUBBLICA? Il video è di RAI 3- L’inchiesta è stata fatta all’interno del programma PRESA DIRETTA ed è chiaro dove sta la differenza. La retta va bene ma…la rettitudine è una caratteristica geometrica o una qualità etica?

video:La scuola fallita

E FORSE NON BASTANO LE CATEGORIE CON CUI HO CATALOGATO QUESTA STORIA!

Prove per un suono non appreso

e da lì

emerge la scena

nasce il corpo

il fantasma che si muove lascia

una scia che si fa scienza

teatro di sostanza

la dimensione si sfa

vive il luogo

abito di un’unica creatura soggetta

a progressive metamorfosi.

Acqua  di vita

nella vena di una cascata è

bagliore del mobile

assorta carta dell’abbondanza

che in sé disperde l’involucro

il paesaggio di ogni segno

di ogni articolato gesto.

E vento

il microcosmo

in questa minutissima sfera  dell’infinito ingranaggio

(si) mantiene

(il) vivente

dei suoi passi il movimento riconosco

l’estrema    lievissima     sequela

come di pioggia fresca    la pianta

in un boschetto di betulle    un soffio

e una danza raffinata e svelta

il tallone  all’orlo che  la mia veste  sfiora

come di erbe un coro    l’ alito di cento fanciulle

la sua eco mi ricanta.

E  l’ andatura   è  un manto

che quieta  ne decanta tratto e incanto

come di un bacio    il tenero contatto

di foglie     sul velo dell’acqua

luci e cerchi ne segnano il mosaico  e leggerissimo l’impatto

E IL VACCINO DOVE LO METTIAMO?

Tierrye  Bradford – puzzle pieces animated

Ma il mondo è impazzito!????!!!!!!

Sto girando in rete, prima o poi me lo piglio questo strano morbo che confina e sconfina con la paura, un’oscura paura che ci iniettano in corpo ma…per cosa?

In questo blog si trovano affermazioni su cui soppesare i casi e le scelte.

http://liberolamiamente.wordpress.com/2009/08/26/vaccino-per-l-influenza-suina-rifletto-partei/

Soprattutto la seconda parte relativa alla ricerca di una testazione del vaccino e alla liberatoria che sancisce che, in OGNI CASO, chi ha prodotto il farmaco non è passibile di nessuna azione penale in caso di sviluppi e conseguenze indesiderati dopo l’assunzione del vaccino

Ma anche qui ci sono degli  OTTIMI spunti di riflessione:

Verso il Grande Armageddon?

http://bernarasta.splinder.com/post/21479061/Verso+il+Grande+Armageddon%3F%3F%3F

http://solleviamoci.wordpress.com/2009/07/18/salute-linfluenza-suina-ed-i-vaccini-annunciati-piu-pericolosi-della-malattia/

E anche questo, su vari siti:

Pandemia di lucro.

Ho ricevuto questo messaggio per posta elettronica e credo sia utile ripubblicarlo qui, perché contiene alcune semplici informazioni sull’influenza A che i notiziari non danno, ma che ne completano il quadro.
Non si tratta, quindi, di dare risalto a una versione paranoica (il complotto delle case farmaceutiche contro la popolazione mondiale) contro un’altra (la malattia che segnerà la Catastrofe Finale), ma di vedere a chi e a cosa dobbiamo quest’ultimo allarme, e le sue proporzioni gigantesche, che pre-occupa chi dovrebbe occuparsi, già da tempo, d’altro.

PANDEMIA DI LUCRO

Che interessi economici si muovono dietro l’influenza suina?
Nel mondo, ogni anno muoiono milioni di persone, vittime della
malaria. I notiziari di questo non parlano.
Nel mondo, ogni anno muoiono due milioni di bambini per diarrea che si potrebbe evitare con una banale medicina che costa 25 centesimi. I notiziari di questo non parlano.
La polmonite e molte altre malattie curabili con vaccini economici
provocano la morte di 10 milioni di persone ogni anno. I notiziari di
questo non parlano.

Ma quando comparve la famosa influenza dei polli… i notiziari
mondiali si inondarono di notizie: un’epidemia, e più pericolosa di
tutte, una pandemia! Non si parlava d’altro, nonostante questa
influenza causò la morte di 250 persone in 10 anni… 25 morti
l’anno!!

L’influenza comune uccide ogni anno mezzo milione di persone nel
mondo. Mezzo milione contro 25. Quindi perché un così grande risalto all’influenza dei polli? Perché dietro questi polli c’era un “grande gallo”. La casa farmaceutica internazionale Roche con il suo famoso Tamiflu vendette milioni di dosi ai paesi asiatici. Nonostante il vaccino fosse di dubbia efficacia, il governo britannico comprò 14
milioni di dosi a scopo preventivo per la sua popolazione. Con questa influenza, Roche e Relenza ottennero milioni di dollari.

Prima coi polli, adesso coi suini: così adesso è iniziata la psicosi
dell’influenza suina, e tutti i notiziari del mondo parlano di
questo.

Ma allora viene da chiedersi: se dietro l’influenza dei polli c’era un
grande gallo, non sarà che dietro l’influenza suina ci sia un “grande
porco”?

L’impresa americana Gilead Sciences ha il brevetto del Tamiflu. Il
principale azionista di questa impresa è nientemeno che un personaggio sinistro, Donald Rumsfeld, segretario della difesa di George Bush, artefice della guerra contro l’Iraq. Gli azionisti di Roche e Relenza si stanno fregando le mani… felici per la nuova vendita milionaria.

La vera pandemia è il guadagno, gli enormi guadagni di questi
mercenari della salute. Se l’influenza suina è così terribile come
dicono i mezzi di informazione, se l’Organizzazione Mondiale della
Salute (diretta dalla cinese Margaret Chan) è tanto preoccupata,
perché non dichiara un problema di salute pubblica mondiale e
autorizza la produzione farmaci generici per combatterla?

Dr. Carlos Alberto Morales Paità
Children’s Hospital, Lima, Perù

September 20, 2009

il fatto è che tu l’hai persa

e non sai nemmeno dove

nemmeno sai     di averla persa

l’ho raccolta     come una cosa preziosa

una rosa copiosa cresciuta in un corto

il metraggio di una vita tagliata

con l’accetta  una scrittura sbozzata

estinguibile sì     ma scritta

là dove nemmeno tu      che ci avevi convissuto

saprai leggere e guardare

non saprai trovarla quella riga di scrittura  né  la pagina

che ancora sta scrivendo

non sai e non saprai che l’ho raccolta

non saprai mai che l’ho accolta

che vive con me come si fa con una figlia

adottata      viva    vive  nel cuore della casa

che già conosceva       prima

prima del tuo perderla e scordarla

prima del tuo abbandonarla e non cercarla

prima del tuo chiedere indietro  la fattura per qualcosa che credi di aver dato

come si usa fare coi copioni recitati o altre mercanzie vendute e scaricate

come un peso da scordare, una montagna di cose da bruciare.

Tu non sai

come non sapevi allora

di avere qualcosa che era possibile perdere e che avere

è un verbo che coniuga le perdite e le rese.

Così ciò che avevi non è ciò che eri e

oggi sei ciò che hai  e anche ciò che hai perso

perché ha un peso ragguardevole

la tua dimenticanza.

Affetti di colore, effetti del rosso


poésie d’un jour

poesie di navigazione tra il mare e il male di starsene chiusi

rinchiusi dentro bagagli senza sogni

dentro gli interstizi di vagoni ferroviari come merci

Salire e scendere scendere e salire

come i prezzi del listino in borsa

e nella borsa il vuoto un rullino senza noi

senza i sogni che uccidiamo prima di cancellare i nomi dal disegno

all’imbocco della galleria del giorno dove si depongono alla rinfusa i sogni

lungo il luogo spinato     il reticolato di pensieri.

Affetti da dolori impronunciabili

ci nascondiamo nelle cose ci  seppelliamo dentro gli effetti personali

non nel  rosso non nel cuore che a breve si spegne come una lampada

di basso consumo.

In fondo alla via un farò

di rame e fili intrecciati

una lamapada per cento soli     i n s e g n a

ciò che non faremo mai     illumina

la nostra attesa in una fine abbozzolata    una lattina da fast food

ciò che noi ci compiaciamo  d’essere

e a nostra insaputa  tutto ciò che non ci appartiene

ciò che noi non siamo  non vogliamo. Ci tiene stretti

ci   sgozza quell’ultimo tratto di bambino

che vagamente mangia zucchero filato nel palmo sollevato verso

la fretta di lasciarlo

per via,  anche lui, dentro il faro nella radice

della barriera   la  corallina segnatura dell’oltre   la pineta dei cavalli

tra  tigri zanzare immodeste che ci mordono e ci succhiano quel po’ di rosso

che ci resta e i motorini  rosso adolescenza abbandonati lungo il fosso

nelle prime corse  del sesso    vissuto  senza fiato dentro il buio

a occhi spalancati i sensi all’erta e ora

spento consumato   in fretta   dietro la bugia sei mio sei mia

cercando compagnia per una sera

poi chi s’è visto     s’ è visto mai più.

Area di dogana    alt si arresti

area decana di rossi sgranati e cardinali paure

area funeraria con scritte in sovraimpressione

più in basso un cordone     per sognare qualcosa

dentro la vena bucata

l’area dello spurgo

dove defluiscono i sogni dentro la palude

a perdita d’occhio.

capitasse un giorno

capitolasse ogni storia del pianeta e

cadesse il cielo in terra

in tante polveri sottili

nevicassero i pianeti  tutti

gli astri di zucchero dalla canna del cosmo

filati si stendessero

a ricoprire pensieri e voglie

a riscoprire ciò che un tempo tutti

eravamo.

Piccoli e

in attesa di ciò che ora o ancora rifiutiamo

credendo di averla per opzione

quella vera meraviglia

senza televisione.

Le radici del Ta Prohm

La natura si riprende i suoi spazi
possono bastare due passi e il mondo è
di nuovo mondo.
Cammina, pianta i suoi passi  misurando
la distanza tra l’umana resistenza e l’eterno.
Esiste. Niente
sembra essere per lei
artificio di un tempio.
A n n o d a t a
tra la terra e il cosmo
vive il caos della linfa
la tela della genesi.

Pensierino de la tarde

SISTEMA DI CREAZIONE DEL DEBITO: matematica illusionistica

Ma nessuno ha fatto caso a questa…traccia?

Forse è un segnale, uno di quelli che un tempo veniva indicato come lapsus froidiano. Si tratta di una delle tracce , TIPOLOGIA  C-  TEMA DI ARGOMENTO STORICO , tra i  temi della maturità di quest’anno. Breve, brevissima formulazione per una sostanziale e calamitante, oltre che tragica, soluzione di descrizione  forme di governo che si sono viste e vissute sotto il cielo e ancora (?) grav(it)ano su di noi.

DaWikipedia

Per regime si intende un sistema di controllo sociale, ovvero, più specificamente, una forma di governo, specialmente quando è strettamente correlata ed identificata con una personalità politica che vi assume un ruolo dominante (ad esempio, “il regime di Saddam Hussein” o “il regime di Franco“), oppure ad una determinata ideologia politica (ad esempio il regime fascista o il regime comunista) oppure ad una dittatura militare.

Almeno in teoria, l’attribuzione di questo termine ad un certo particolare governo esistente non implica un giudizio di qualche tipo su di esso, ed infatti la maggior parte dei commentatori politici lo usa in modo neutro. In pratica tuttavia, soprattutto a livello colloquiale ed informale, viene riferito spesso a governi con una fama di essere repressivi, non democratici o illegittimi, tanto che, in questi contesti, la parola implica un significato di disapprovazione morale o di opposizione politica. A riprova di ciò basta osservare come sia raro sentir parlare di un “regime democratico”.

http://it.wikipedia.org/wiki/Regime

.

italiano_traccia_

.

Querer
Dentro del corazon
Sin pudor, sin razon
Con el fuego de la pasion

Querer
Sin mirar hacia atrás
A traves de los ojos
Siempre y todavia mas

Amar
Para poder luchar
Contra el viento y volar
Descubrir la belleza del mar

Querer
Y poder compartir
Nuestra sed de vivir
El regalo que nos da el amor
Es la vida

Querer
Entre cielo y mar
Sin fuerza de gravedad
Sentimiento de libertad

Querer
Sin jamas esperar
Dar solo para dar
Siempre y todavia mas

Amar
Para poder luchar
Contra el viento y volar
Descubir la belleza del mar

Querer
Y poder compartir
Nuestra sed de vivir
El regalo que nos da el amor
Es la vida

Querer
Dentro del corazon
Sin pudor, sin razon
Con el fuego de la pasion
Y volar

mi è capitato

di vedere uomini

trasformarsi in topi

e mi è capitato di vederli

banchettare tra loro

con la carne della loro specie

solo perché erano cavie

di altri animali ingordi

avidi e tenaci rapaci della peggior specie

ammalati di febbri antichissime

Nessuno era riuscito a estirpare quel vorace morbo

che ancora infetta la razza

e la lascia in preda alla sua sete

alla sua fame e alla sua svuotata presenza.

Sintomo di questa alienazione è la  vitalità nel pretendere di porsi alla luce

in vista sotto i riflettori è il porgere il corpo perché

le ombre lo adattino alla cecità degli altri

di tutti quelli che lo guardano. E’ così che si propaga il contagio.

Ozio e noia

davanti ai mediatici culti

ai riti cui si sottopongono e le droghe

dalle più lievi alle più forti tra cui la detenzione di uno stupefacente

potere con cui erigersi sopra ogni altro fallo.

Parlamentare con questa specie non è possibile

e non è possibile cercare un luogo che non ne sia infetto.

Solo in sé chiusi in se stessi e in silenzio

senza rispondere ai loro continui richiami

forse il primato

decadrà

finirà il banchetto delle svendite globali.

quell’io in te che mi viene in contro

un tempo avevano altri nomi… ora si chiamano ombre e sono la memoria di quei milioni di migranti partiti da casa nostra

e riconosco dall’odore

del mare e del sale

ventre della distanza tu migri         vieni

dall’ africa e dai paesi della terra in rotta

contro la guerra tu sei

i miei ricordi di vittoria

sconfitto vieni verso di me

che da sempre ti aspetto

come un moribondo in questa zolla d’Europa

che migra dalla tua piastra verso altre

piantagioni di uomini

abbandonando deserti desideri

verso le rive di altri porti

terre fino a quel mare malato

di contiguità tra me e te mediani

tra le vite di nessuno attorno ad un’ isola sola

che lampeggia il sud di altre

isole sempre più lontane e caparbie

terre di antica poesia sepolta e di erranza

di radici sradicate da fulmini in piena e da fiumi

di disperazione e sfruttamento

altari dei padroni. Stupore e minaccia

inenarrabile parola tu tra tutte le storie

campeggi l’oro di una ripetuta morte

nell’orlo di mare rappresosi

intorno ad una barca che pesa ancora una volta tanto

così tanto di vita spesa in spietate geografie umane

fisica di un incantamento che non ha cominciamento.

Migri dentro la mia bocca salivi ogni mia parola

nel verbo fatichi la coniugazione di un respiro trattenuto da secoli.

Tu che mi servi e mi sollevi dentro la comune

prigione del vivere impotenti

aumenti il segno del regno nel sogno dei poveri

tu che acquisti il posto dell’ultimo

facendoti silenzio tu il non greco tu il nero

della massacrata speranza

crudele contagio e moderna malattia per cui battersi

ancora in punta di penna e tacendo ogni altra minima pena

sei l’universo in salita

verso il per-dono mai guadagnato

tu capace di dire e dare a noi il senso e la sostanza

di una lingua umana persa dentro leghe di basso valore

l’errore di manipolare e scrivere trattati

invece di vivere la vita e il suo ministero

tu ministro e mistero sovrano

tra i sovrani tu cristo rinato nella cisti di questa cancrena

fa-vela nello scarico del gorgo più lurido

ripristina una fede in questa immensa sistina di errori e

rimanda l’esodo all’esordio là

dove nemmeno un dio ti appunta la sua voce contro.

a oriente nascono suoni

nascono dal ventre della notte

si diramano corda per corda dentro le antiche radici

le natiche del mondo  le candide navate nevicano  gigli

misurano i tendini sulle bianchissime pietre delle ossa.

Brillano le remotissime  memorie

in noi da sempre

dall’inizio incorrotto

dall’oltre la barbarie

prima di caino e la sua progenie

noi origine in discesa

riposta risposta  oltre la porta noi labirinto e scioglilingua

della voce dismessa là nella grotta che canta

la vita che scocca

la morte nell’arco di ogni nuova era

noi scordata storia di echi.

cosa ti sfiora

dave thomas – tastiere e fisarmonica

e cosa ti entra dentro

da dove ti prende che non puoi tenerla ferma

non puoi abbandonarla

non puoi non ascoltarla.

Ti tocca con tale leggerissima

i n c o r p o r e a   sostanza che non puoi che viverla e lasciarti

prendere sospendere

lasciare che sia lei a portarti dove vuole

dove non c’è dove da vedere o toccare

solo lei solo lei e tu

solo come non potresti mai

e finalmente essere in altro

un modo.

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