e ogni tanto scappavo

di fernirosso

rafal olbinski

visteria-b.jpg

andavo a cavalcare
i ponti del lungargine
dove la cascata
nelle chiuse partorisce il salto sull’altrove.
Là solo là avevo giurato
avrei compiuto il gesto indicibile
un gesto d’acqua che risana il silenzio
lo stesso che ci tiene
dentro il ventre nella madre.
E non provavo alcun dolore.
E non lo provo nemmeno ora
ripassando sui contorni di quell’orlo i ricordi
seminagioni di buio di s e g r e t o.
Nevicano occhi
dentro il mio oggi sopito
bianco sull’acqua sulle sponde raggrinzite del canale
che ancora si avvia a quel salto
chiuso tra le porte nel ferro della barriera arrugginita.
Nevica anche là
tra i ponti come anche di donne licenziose
distese tra un atto d’amore e il permesso di scordare
poiché tutto scivola si scioglie
si sfa senza portare con sé memoria.

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