nell’arco di un giorno

di fernirosso

 

la macchina studio

architettura. zagabria

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C’è un momento nell’arco di ogni giorno in cui la memoria lascia passare il confine, la frontiera. Da una parte il tempo, rete metallica in cui stanno aggrappati molti, figure con il volto di cera o con il volto coperto, dall’altro l’eternità e quindi l’assenza di tempo. L’auto mi porta, gli occhi vedono e me ne posso stare con la memoria, l’area intima in cui si intrecciano la linea d’ombra, limite lievissimo tra vita e morte, la fragilità della maturità e quella dell’infanzia, tra il presente e il ricordo. La frontiera è la soglia tra i luoghi dello spirito e quelli della vita. Niente malinconia. Non è bagaglio da portare. Si viaggia leggeri, spogliati di ogni pensiero, di ogni giudizio, di ogni desiderio. Solo così si può. Solo così finalmente è terra, una terra come il mare, un fiume senza rive, senza argini. Lì sta anche il dolore, la consapevolezza, l’unica, di toccare e non avere mani se non quelle della terra e del fiume, del mare. Niente sublimazione. Trasmutazione ad una dimensione di cui non abbiamo controllo. I valori non si vedono più, la deriva è nebbia (potere,morale,società,civiltà,politica,ecologia,logica, nebbia, niente altro che nebbia). Anche il passo diventa passato ora esiste il passaggio. Dentro. Solo il dentro come il respiro: sempre dentro anche quando lo ricacciamo oltre noi,in quell’esterno che non esiste più.

Ritrovare il fango, dentro cui bambini, che non sentono peso del corpo, s’immergono nel gioco della creazione Ascoltare. Ora si può ascoltare. Ecco la soletudine. Spaziotemposuonoluceombra non si confondono ma ricompongono la materia del passaggio-paesaggio: la frontiera.

Tu sei con me, sei quel momento preciso. Nessuno nessun altro è altro ma nessuno come te è con me in quella frontiera, il passo dopo la soglia.

 

Sono ciò che non sono mai, sono meno di ogni cosa e solo in quel meno riesco a comporre l’impronta di un passaggio in me.

Allora piango la mia piccola pioggia e trovo un’impronta nuova nell’argilla fresca.

 

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