tutte le spi(n)e che mi metto in corpo

di fernirosso

Balthus-Nude before a mirror



quando la poesia è l’ospite dis/atteso
gioca  ai quattro cantoni della dis/pensa
in  assi senza manica e trucioli di legno impiallacciati all’anima
e se la ride dentro la bocca
una brocca di limpidissima luce che schizza oltre
la dorsale delle nocche
una lunghissima notte di e/venti magistrali.
Poesia sulla costola di un corpo
tipo-grafico di un dentro
un mondo s/con/volto di cui tocco la spina vertebrale.
Poesia do(o)r-sale
che si mette in vetrina per vendere il suo corpo
steso là
tra un inizio e una fine
con l’unico scopo di camminare ancora e
ancora e ancora e…
oltre se stessa.

*      *      *

 

Poesia dorsale n°1

Facciamo un gioco
Il gioco del mondo
Un giorno dopo l’altro
Strade sterrate per posti sperduti
Nessun dove
L’arte di viaggiare
Controcorrente
In senso inverso
Viaggio al termine della notte
Viaggio al termine di una stanza
Il biglietto che è esploso
La fine della strada
Quello che rimane
Cortesie per gli ospiti
Biglietti agli amici
Notizie dalla fine del mondo

Annunci