e allora è meglio che taci

di fernirosso

andrea siciliani

andrea siciliani

fa silenzio anche tu
che natali non dai
se non con l’estrema unzione della fine
la notte non esplode la cometa        dentro la pancia
non c’è riso che fiorisca la mia fame    e la mia voglia
di stare con te si spegne come il nero del buio che mi spinge fuori dal mondo dove sto assieme a tutti.
Taci   e non cantarmi la tua sete d’essermi fratello
quando passa questa sbornia di bontà
sono millenni che si ripete inutilmente
io resto dentro questa fossa che è il mio corpo scheletrito.
Taci ti dico di tacere
non mi consolano queste tue nenie che dici
sacre e suonano vuote nelle mie orecchie insolentite dalle commesse di troppe promesse in addebito a questa peste che ci uccide.
Comandi a piacere la mia vita e la mia sorte
e dimentichi che anche questo sei tu
anche se hai il volto coperto dalla menzogna di una storia
di una falsa identità che ancora si racconta quando si nasce
qui o là
nei paesi del mondo.

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