TESTI INVIATI per il CONCORSO: (H)OMBRE

di fernirosso

Maggie Taylor

Testo n.21: Progressione d’ ombra

scivola l’ ombra dalla spalla e
segue il braccio, si
ferma al gomito
allunghi un dito e la levi
sulla punta del mignolo
la guardi in trasparenza
all’ occhio la porti
un velo
che offusca la luce
una trama di grigio che s’ insinua
sotto l’ iride
e aloni si pongono intorno
cerchi su cerchi
indistinta la voce ricalca il battito delle ciglia
nell’ ombra.

.
DMK-16/2/2009

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Anne Siems

Testo n.20: C’erano giorni

che passavano oltre
c’erano anni
che crescevano nel bulbo del buio
in ogni visione
c’erano sogni
che mitigavano l’inverno
ogni assente presenza.
C’erano pensieri
che scivolavano nella sabbia
in ogni scrittura
c’erano sentieri
che scrivevano l’orario dei dolori
e
c’erano persone
così lontane in quella loro vicinanza
polveri
venute dall’altrove ombre
da luoghi dimenticati
dietro muri altissimi e porte chiuse
sbarrando il passo a tutti i suoni
ai colori del piacere
d’essere qui
in questa bianca prateria di carta

.

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fernirosso

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© Cornel Pufan- Trees in the fog
Testo n.19: Polaroid di un inverno

Si procede alla sradicazione
di tutte le ombre
come sempre mezzogiorno infuoca
anime e silenzi.
Senza battere ciglio.
Il retaggio della memoria
rassomiglia sempre di più
ad un’invernata fredda
senz’acqua
e non una sola foglia addosso.

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Francesca Pellegrino 9/2/2009

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Testo n. 18 : Stanza d’ombra

Avvolta nel lenzuolo fresco di bucato
disegno mentalmente innumerevoli inizi
pagine che mai scriverò di giorno
cedo alle chiamate d’altre voci
portano lanterne in corpo d’ombre
vestono i più bei colori per la mia bambina
terra mia mai cresciuta

.

Elina- 9/2/2009
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©Dave ParkerPenshurst Place

pp033

Testo n. 17:  Contro il piede della terra.

Anche d’estate aveva le sue isole
il giardino si premeva contro il muro di cinta
a nord , dove più fresca l’aria alleggeriva il giorno da quel fuoco
senza tregua il calco del peso sul molle morbido dell’erba
lanciava altrove la memoria ai piedi scalzi
un’altra dimensione di me stessa
dentro una cella d’ombre
una stazione di benessere dell’anima
dentro i pensieri nutriva il desiderio
che quei segni benefici si facessero impronta di qualcuno.
Quale di noi
disegna l’io premutosi
contro il piede della terra? Quale è
e dove si nasconde
l’orma nella sua ombra?

The Emerald Valley – Cynthia Jordan

fernirosso 8/2/2009

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Winkworth Arboretum-©Dave Parker




Testo n. 16:  Terra d’ombra

Sb(i)ancava i suoi trecento anni di storia
rovesciando il cielo ad ogni primavera
nel lenzuolo di terra un candore di neve riviveva di migliaia e
migliaia di nuove iridi azzurre
E tu
in quell’ombra da altro luogo
riuscivi a raggiungere il precipizio di te stesso
finalmente riuscivi a perderti
come mai ti era capitato prima.
Ecco
era per quei momenti
per quelle figure che ti vedevo crescere
negli occhi e sulla fronte in bagliori
che ancora oggi ti ricordo
la tua figura intera
nella mia terra d’ombra.

.

fernirosso 8/2/2009

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RYUICHI SAKAMOTO – KOKO

Testo n. 15: Ancora l’ombra  è materna soglia

Di tenebre la madre
e spoglia.
E l i d o
il vuoto
dei pensieri la vacua catena
precipita
nel lento suo andare asse
in una parete immobile nel cosmo.
Non semina di parole
né germi di tempo
sparge lungo il campo dell’ombra
tutto è irto rito nell’ eterno flusso
l’incrollabile periodo
senza passi un fiume senza traguardo
e sempre oceano l’oro senza luce nella bocca di caos.
Adagiata
agita terra candida d’ ossa antiche e premature gesta
bianco nel giorno
annoderanno genesi e tramonto
un velo
versi di incompiute parole
disposte fra le vene
negli usignoli del sangue
in tutti i luoghi
nel buio
inviolato dagli idoli.
Carta e menzogna sono solo ceneri
L’appartenenza
è l’anima scordata
la discesa di spine
il legno che brucia
in chi parte e in chi muore
crisantemi di cordoglio
segnano con la cenere
l’ade di altre albe nel cuore
e nel ventre
una spoglia
esistenza.
Vita va cullando dei girasoli la tenebra e ancora
ci conforterà materna
nell’ombra
la sua soglia.

.

fernirosso 8/2/2009

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Max Richter’-‘Song’, from  his album ‘Songs From Before’.

Testo n. 14: Desaparecidos

Dentro al vaso
non è rimasta neanche
la fame della terra
né l’acqua e
quattro foglie
se la giocano a nascondino
tra i silenzi
di questa notte bianca
bianca e
si dice che attaccato
ai piedi di un’ombra
ci sia sempre il passo che
qualcuno entra o esce o
che semplicemente
se ne sta fermo.
La mia
ha scordato il mio nome
la mia faccia
e sconcerta fiumi di violini
come solo sottovento
muore lacrima. L’acqua.
E poi sparisce bianca
bianca anch’essa.

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Francesca Pellegrino 07/02/2009

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©Jerry Uelsmann

Testo n.13:  Ombre in divagazione

ombre nel verde
stagliate a ritagliare
disegni di alieni rimandi
di antiche mendaci futilità
in rupestri scritture incise a colori
di terra e di sole sotto l’ osso,
nel vivo
scaturire della vena,
in segreti rivoli da navigare in
silenzio
lunghe si fanno le ombre
quando l’ isola appare,
l’ isola dove tutto si spegne
e tutto riarde rifatto
lavica essenza
dolore, sorriso, odio, amore.
Incorrotti.

DMK,07/02/2009

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©Jerry Uelsmann

©Testo n.12: Fetale

risento frangersi l’ onda
in voci d’ acqua
riecheggiare il grido dei sassi
impietriti occhi aperti fissi
mi tagliano e scuciono in
ogni mia minima parte,
fettucce di tendini aspri e
giunture divelte dalla volta
del cielo
mi avvolgono come le fasce il neonato
e sorreggono fino alla riva
ricadendo in guizzi di dimenticate fonti
dove il buio annega irrespirato in fremito
d’ ombra.
Fetale.
Ed è allora che respiro.

DMK, 07/02/2009

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Benedictus- Karl Jenkins


Testo n. 11: “Benedictus qui venit in nomine Domini, Hosanna in excelsis

Quando arrivasti dicesti che eri un profugo
dicesti che la tua storia è scritta ovunque
sulle strade della terra: ci sono segni ci sono i passi
che sono i passi delle ombre, gente mai nata, gente senza storia.
Dicesti che nemmeno tu avevi una casa, nemmeno in te stesso.
E aggiungesti che bisogna annegarla la propria storia
nella storia di ogni altro, negare la propria luce per vivere
l’ombra intera l’unica parola su cui app(r)endere la vita.
Precipitarsi dall’ultimo scalino di ogni nome
sillaba per sillaba sfarinarne l’argilla
e rinascere in vece di un albero di una nuvola di una catena
solo per pronunciare l’essenza delle cose
soffiare nella fiamma e dentro la cera le impronte
nelle macerie le vecchie caste
e di nuovo precipitarsi dall’ultimo metro della propria ombra
nell’oscura gravità di un nume che forse è solo un io minore.

.

fernirosso 04/02/2009

***

©Silvana V. – effetto specchio

effettospecchiodef


Testo n. 10: I templi delle ombre

Accordi gravi bassotuba scavano
solchi circolari sul vinile di giorni
dalle ombre allungate come funi
Sfondi caravaggeschi attendono
nature vive di voci e di luci
in queste stanze di silenzi cupi
grate di finestre dai vetri opachi
Le lacrime non scendono in pianura
e seccano le ciglia su queste palpebre
radure di gramigne assolate
Le carte giocate sui tavoli dei verdi
andati cantano gli echi dispersi
nelle valli dei templi delle ombre

.

Silvana V. 04/02/2009

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Max Richter – Embers

Testo n. 9: Ombre sole

Densità dei vuoti
cose che restano affisse
respiri
le correnti dei venti
la stagionale migrazione dei viventi
dei vinti.
Diresti che niente di fatto
ha una radice così forte quanto l’ombra
e ci disegna tutti.
Chiavi codici tempi timbri ritmi
segnature della voce e del pensiero che si autoimpone
i livelli della sua ignoranza.
Tutto è ciò che non sa: tutto
regolarmente resta
il resto oscuro e il metro del nostro costruire
case della migranza
corpo nella mutazione delle cose
il gesso nel calco
calce nell’anonima edizione che redige e pubblica
il canone e la costante variazione.
L’inizio ancora la fine.
Tutto il resto
ombre sole.

.

fernirosso 04/02/2009

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“Non possiamo vivere che nel frammezzo, esattamente
sulla linea ermetica di condivisione dell’ombra e della luce.
Ma siamo irresistibilmente gettati in avanti.
” -René Char

©leonora carrington


Testo n.8: Il lume

C’erano ombre in quella stanza disadorna
e un vecchio lume abbandonato
A un passo dal sogno l’avevo scelto
fantasticavo sul tempo trascorso
Vestito di attese
subito consegnato ad un mago d’effetti speciali
ora mi fa compagnia regalandomi cento
soste alla mia attenzione.

.

Elina 04/02/2009

* * * 

Max Richter – On the Nature of Daylight



Testo n. 7: Come ombra salda

E così mi ritrovo : sogno
dentro un corpo abbandonato sulla sedia
ad aspettare che faccia giorno
che l’altra me si svegli ed esca
da qui
da questa specie di vestibolo
dall’ombra dove la vita è solo una scena
una pioggia di cose immagini cresciute
in quella bocca spalancata dove caos sputa i suoi due denti
davanti
a chi sta rinunciando a vivere
sta rinunciando ad essere
qui e qualcosa.
I miei capelli sono fili
matassine di spago colorato
e ho i capelli bagnati
i vestiti attaccati alla pelle
così tanto che non posso più sfilarli
posso solo dire che apro gli occhi e
mi vedo
dentro questo ingombro di pensieri nell’atrio.
Agli antipodi di me stessa
una voce sale alla mia bocca.
Il tuo nome
come ombra salda.

.

fernirosso 03/02/2009

*             *             *

© TATLIN NET- dedicato a Gaetano Bevilacqua

Testo n.6: Ti ho cercato ovunque

nelle segnature sulla lastra
acidi e acqua tu sei stagioni di richiami
un calendario interiore interrato
nei morsi e nel pugno
la mano che preme e il bulino che rode
l’anima freddata
l’occhio nel vetro dietro lo sguardo un passo annidato

nel silenzio altrove.


.

fernirosso 03/02/2009

*          *            *

© TATLIN NET-

Testo n.5: In ombra. Un abbozzo appena.

In ombra, un abbozzo a(p)pen(n)a

scrivere parole friabili
pane
senza burro  né marmellata.
Gettare le alt(r)e        luci
in raccolte          notti senza stelle
giorni d’abbandono.
Praticare la distanza
un libro che scrivo ogni giorno
afferrando l’ultimo sospiro.

Elina 03/02/2009

*     *     *

© GAETANO BEVILACQUA- acquerello

 

Testo n.4: Valico d’inverno

Gemme
candore
germogli di neve
inattese pennellate
alberi senz’ombra
fiocchi di brina.
Trama sussurrata linea
di spartito muto nel valico
soffio d’inverno
di silenzio
e brezza
colma di spazio.
Ali posate
carezza
opali sulla curva
orizzonte in attesa graffiti
di profili contorni
sfumati
verde della nascita.

 .

Api- 03/02/2009

*       *       *

© Mehmet Ozqur

Testo n.3:  Il terzo co(r)vo

Il terzo cor(v)o è un covo di silenzi
un coro di perdite: ombre.
Sto qui nella sala d’attesa.
Sto aspettando la tua  morte.
Sto aspettando una resurrezione.
Aspetto.
Mesi come secoli
guarigioni di dolore
la carne mia tua
nell’ombra fattasi       sfitta

ci nasconde l’attesa.

E’ lì, acutissimo e sottile,
un passaggio nella cruna
il nostro co(r)vo.
.

fernirosso 03/o2/2009

*          *          *

© Umair Ghani

Testo n.2: Come punta di penna

Hai soffiato sul lume
il respiro si è fatto lento
il passo incerto come punta di penna
ora scricchiola sulla carta
Traccio un cerchio sulla scena
piombata nell’ombra
attorno emergono figure, campi, alberi e
in uno spicchio tra le case mia madre al pozzo.
Un attimo, non posso usare la voce.
E l’ombra avanza liquida e gli oggetti fanno rumore.
Ancora disegno contorni di fumo
basta il tuo respiro ad accendere il lume.

Elina 01/02/2009

*       *        *

© Silvana V.- Chiari del bosco tra le mie ombre

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Testo n.1: Ombre e luci

Fra ombre e luci nelle macchie
quanti occhi – le sfumature
del verde – corrono in cangianti
gamme sotto i miei passi
Più chiara la parola nera
sull’orto bianco del foglio
sorregge un re d’inchiostro
quando l’asparago – fra aculei e rovi –
silvestre in controluce di sole
si cela nell’abbagliante riflesso
fra le perfette tele del ragno
Fra luci e ombre nelle macchie
chiamo all’appello le sillabe
assenti del mio alfabeto
per cantare ai sordi
senza muovere le labbra

.

Lucilla/Silvana V. 6/05/06; 31-01-2009

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