N.11 INVENTIAMO UN FA-VOLARIO:Il messaggero- Rose Bazzoli

di fernirosso

Vladimir Gvozdariki

C’era una volta un angelo, così vecchio e stanco da non riuscire più a svolgere il suo incarico di messaggero, volando da un luogo all’altro. In effetti, le ali ormai gli pesavano al punto da lasciarle appese alla spalliera della sedia la maggior parte delle volte e, spesso, si toglieva persino l’aureola.

Ma gli angeli non vanno in pensione, allora escogitò un sistema per continuare a recapitare i messaggi che gli venivano affidati: li metteva per iscritto nelle pagine di un grosso quaderno, poi strappava con attenzione il foglio, ne faceva un piccolo aeroplano di carta e … lo lanciava.

Anche questa operazione prendeva tempo, tant’è che non riusciva a star dietro a tutte le notizie. Le scriveva, strappava il foglio e lo metteva, piegato, in una delle tante tasche della sua veste, In questo modo però, molte notizie diventavano vecchie e, anche quando partivano, spesso non giungevano al destinatario, perché, si sa, gli aeroplani di carta non vanno lontani.

Eppure, l’angelo veniva tollerato benevolmente da tutti e i suoi superiori non gli facevano osservazioni. Girava la voce che in passato fosse stato uno degli angeli più celeri e zelanti e che avesse partecipato ad avvenimenti storici.

Laura Barella

Un giorno, negli ‘alti luoghi’ venne presa una decisione e il vecchio angelo fu aggiunto al corpo insegnante della scuola celeste dove si addestravano i giovani a svolgere i loro compiti. Egli accettò di buon grado il nuovo incarico, perché era molto umile e ubbidiente.

Alla prima lezione, durò fatica a portare il silenzio fra tutti quegli angioletti vivaci. Poi, decise di giocare la sua carta vincente e disse: “Sapete qual è il compito più importante che mi sia stato affidato?” La classe si quietò subito e tutti pendevano dalle sue labbra.

“Molti secoli fa, fui inviato in un’antica provincia romana, da alcune donne che si erano recate a spalmare aromi sul corpo di un congiunto morto. Erano molto tristi e, nel camminare, si stavano chiedendo chi le avrebbe aiutate a rotolare la pietra che chiudeva la tomba. Ma quando vi giunsero, videro che la pietra era già stata tolta e il luogo era aperto. Entrarono, piene di apprensione: il corpo non c’era più, e videro un giovane il cui aspetto esteriore era come il lampo e il vestito bianco come la neve. Questi disse loro: – Non abbiate timore. L’uomo che cercate, Gesù il nazareno, non è più qui. Era morto, ma è stato destato, proprio come aveva promesso. E’ risorto! Andate ad annunciarlo ai vostri compagni .-

Il viso dell’angelo, durante il racconto, si era trasfigurato e per un attimo, tutta l’aula si era riempita di una luce celestiale, mentre gli angioletti ascoltavano in silenzio, gli occhi sgranati per la meraviglia.

Annunci