è bastato un profumo dalla siepe

di fernirosso

.

forte  ha premuto in me   prevaricando oggi l’ora
e distante
oltre tutte le pareti della storia
agli esordi della vita dentro quel frutto    intatto
giusto sulle punte di primavera e sui miei piedi
sgambettando come un passero
tra lì e qui sotto
le gonne di mia madre sempre intorno
nella miniatura     senza peso
m’innamoro adesso
con tutta la sapienza di allora
di una non defraudata ricchissima ignoranza
amo    sulla bocca     l’anima che canta
libera di me e di ogni altro peso imposto a lei
segregata tra le sbarre delle vertebre
nella  clausura di infelici  vocaboli.
Intera e piena     lei        era      è
me       finché da qui a lì     in tutto mi ritesse ancora
effe dentro la sua effe
fuori    formato

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