Se potessi con un pennello

di fernirosso

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“Conta le mandorle
conta ciò che era amaro e ti teneva desto”

P. Celan

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Se potessi con un pennello
dipingermi le palpebre
intingendo le setole nei cassetti dell’universo
ogni giorno un colore diverso
ogni notte un pigmento d’incanto
misurando  i colpi di luce   con la perla dell’ombretto
accorciando la distanza tra il profondo
e l’immenso del cosmo
mettendo una lente    al tempo
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Se potessi con l’occhio
aperto   spalancarne la mandorla
dalla buccia di ogni sguardo varcando
la pietra    le colonne della mente
mettendo le vele allo  stupore.
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Se potessi con il corpo
intero stare alla frontiera
della  pelle subirei i naufragi di tutti i respiri
mi  immergerei nell’acqua di quella creazione
assaporando i profumi di ogni luogo di ogni minuta parte.
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Se potessi  con mano  toccare
la levigata porpora del sangue   che scorre    vero
vivo in questo animale magnifico
non predicherei come i patriarchi antichi della terra
ma leggerei ciò che l’universo    i n t a t t o
p r e d i c e    coniugando i verbali delle stelle
s p i e g a n d o all’infinito gli archivi del cosmo
di cui ognuno di noi è già il futuro
e in ogni istante raccoglierei le uova deposte tra le erbe e le acque
nel fuoco e nel vento in ogni minuscola presenza
in ciascun essere  di sabbia o di roccia.
La prova.
Il domani dell’ esistere.

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