Soffiò

di fernirosso

levan kakabadze

Soffiò
Ruach*
dentro il vicolo
in quel velivolo di respiri fetidi
un respiro inafferrabile.

.

La volontà  lo teneva stretto
in pugno   come  un’arma   come un dono che non poteva rifiutare.
Stava in piedi in quel veicolo di silenzi.

.

Inspirò profondamente
e sentì riempirsi la mente
qualcosa che assomigliava al vento.

qualcosa che andava e veniva
e come il vento si faceva gioco
del suo destino.  Seguì lo sparo. Come se ad esplodere fosse lui.

.

Nel suo corpo di cera
una violenta energia
qualcosa di straordinario e vitale

.

governava i suoi piedi,  come tutto l’universo.
C’era un soffio
alla radice di ogni pensiero.

.

Una vertebra d’aria
gli sosteneva il corpo
gli abitava la mente.

.

Gli sembrò di svoltare a destra
la prima strada che incrociò la sua.
Gli sembrò di andarsene. Lontano da ogni vincolo.

Senza ritorno già indossava tutto l’universo.

 

*Ruach ha-kodesh è il modo in cui viene nominato il SOFFIO VITALE, lo Spirito Santo in lingua ebraica (ebr. רוח הקודש).

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