capiterà una notte di vento

di fernirosso

kozo izawa

Kozo Izawa  (4)


nella mia piccola stanza       approdata sull’argine
distruggerà gli ormeggi
e l’oscurità taglierà la vela di ogni vana paura di ogni inutile speranza.

Ci sarà un fruscio tra le foglie
e nei rami le serpi attorciglieranno alle loro spire il futuro
in labirinti sospese resteranno in congresso
mentre di pietra la luna in trono
dentro un rosso oro  colante
passerà inutilmente l’allarme lapidando
le bestie  e gli uccelli nei covi dei campi    del buio  le piante
il mare solleverà i suoi grandi cetacei e le corolle delle madrepore
si apriranno come spari in una guerra senza tregua.
Sul fondo come su un letto in cui il sonno si è disfatto
crolleranno le nuvole  in spartiti di pianto ininterrotto
e un popolo in lutto
nell’attimo di un secolo sarà spazzato
spezzate le sue lingue nelle traduzioni del fuoco e della pioggia.

Un mondo in un momento e
subito
subito dietro la finestra
la notte starà di nuovo ferma
mentre  la terra tremerà sul ciglio di un invisibile precipizio
con uno stridio di furie si arresterà la storia
cigolerà per l’ultima volta il perno nel ferro del magnete
mai più una rivoluzione             smetterà di girare il tempo.

Ricordo come fosse adesso
oltre la finestra un corpo estraneo
mani come un  doloroso ricordo
cercarono di prendere il mio corpo
di sollevarlo oltre la chiusa del risveglio
e  per un bacio per quell’unico bacio
quel respiro sulle labbra
una sensazione calda
che la vita mi scorse  in corpo
di nuovo qualcosa che era entrerà  in questa sua sostanza.

Il vento. Il vento che  mi portò via mi chiuderà
di nuovo nella pietra di me stessa.

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