Scrittura impropria

di fernirosso

ogni mia parola enfatizzata

dentro l’inchiostro del mondo

che in passi e impronte

espande le sue leggende

e rette a fondamento segna le sue  righe di polvere

celestina crollata dal soffitto

in un oblio profondo perché è e resta uno

solo e  identico

un solo ramo di storia il nero di una fossa

comune   dentro un solco della terra.

Dal nulla i miliardi dei milioni

di frammenti   in questa epoca

di luce  impiastricciata di riflessi

sgolano la bocca del caos

e tra muri  di paventati mutamenti

epocale  si  è acquattata

solo la miseria  prigioniera nel deserto di una umanità

cieca e sorda  ingannatasi da se stessa mentre

rimirava  nell’acqua   ferma nello specchio

quell’uno  murato oltre il piano

lo sguardo ingabbiato dalla fatua luce del mondo

mentre  mastica i suoi figli

come un tempo raccontavano i miti della nascita

Sepolte come noi  nel ventre

del pianeta le radici all’ombra

della storia ridotta ad un punto  l’ oscuro

tutto dissolve

e tra  parole lancia  macerie fumanti

uno spazio di congegni  dischiusi

ad immagini dormienti

che ancora in altro

oblio richiudono il corpo nostro

senza più voce e origine  ogni suo (in)compiuto universo

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