Silenzio

di fernirosso

Thomas Gauck

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Ho solo verde e        fosfori
mi dispensano dal margine

Da ogni visione
turbina la parola nata vertigine

Ha slacciato dai suoi basti
la soma e l’io non cerca più la sua divinità

Spersi nel campo
densità la terra semina in noi

ogni suo greve umore si fa pane e fame
le stelle non bastano al giudizio di un universo rinsecchito
che nelle vertebre indosso.

Nel ventre di poche botteghe
una sola desolazione.

Malnate parole ruggini di storia
un grezzo pennino intinge nell’inchiostro un passato malconcio

e il fondale di questi assurdi fasti
ombra di ciò che non abbiamo mai toccato

un pen(s)oso chiacchiericcio furibondo
l’avarizia del dio s/peso tra questi pendii di carta.

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