Dietro l’anima e ai suoi piedi

di fernirosso

Joselito Sabogal

.

vivere in terra e non sapere il proprio corpo
un universo intero addosso.
Ho visto     erano ovunque
c’erano gli occhi   plastificati
delle donne   le tele  dei giorni    sui corpi rattrappiti degli uomini
rastrellavano lo spazio tra i rifiuti
e le stelle conficcavano  forme come uncini da scanno
per rapire i suoni dalle cavità risonanti del silenzio dentro
profondo nell’orecchio di un dio sottomesso
legato ai nostri nomi   sì
dai  corpi   ma  dalla memoria compresso per farsi vacuo
spazio del vuoto
fragile legatura tra la notte nostra e una  mano
senza legame senza benedizione
non  misura  non gesto distanza casa
nostro universo

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