ombra mai fu

di fernirosso

sol halabi

sol-halabi

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che di lei mi strappasse la memoria
quando si apriva  in un soffio   era un palmo
di stelle  un poema

le sue parole voce    ogni genere d’insetto
volatile una veste dentro cui mi riponevo   anch’io

un assolato  suo silenzio

non uno dei suoi gesti   cercava  la distanza
sempre mi teneva in sé  pietosamente
radice la sua linfa in me sorda si faceva vita e sostanza

memoria anche mia nel peso lievissimo dell’aria
fori tumultuosi di luce in cui cadevo

senza più alcuna resistenza
sottile nel  suo tremare in me
una forma   completa  mi tesseva
di respiri senza fine   mai un luogo di commiato
per la mia dura mai compresa ignoranza

aveva mani di fruscii quel suo essere ombra
che le mie  tingeva  di pace   e nessuna   nessuna
oscurità dal fato poteva disserrare
questo  ascolto assoluto questa sola certezza

bastava quel fiato
quel filo tessuto tra la mia infantile e la sua
mirabile bocca per fare di quel luogo vegetale
il luogo amato   in me mai più perduto

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