la tua stanza

di fernirosso

unknown

1-1702-2

.

dove la mia voce vive
è una nuvola sospesa
una roccia che si sgretola
e di sabbia
un fine resto
domani e poi ancora l’altro un altro verbo nel deposito del tempo.
Io recito
nel regno di fandonia contro verso
in una città che corre e  dorme
i miei  cinque o cento morsicati giorni  e di tristezza inutilmente sconto
ogni mia vera identità dismessa
depongo tra i seni  il mio vuoto là dove tutto  è niente e ogni altra cosa
è l’inutile   intimità che pesa.
Soggetti incomprensibili
i tasselli di questo non mio tempo mai perfettamente allineabile
dove la certezza è sofferenza e il cielo è misura
di una veste stesa tra steli in cui noi stiamo appesi
ad un filo d’invisibile sostanza
lieve   come l’alito di un ragno  qualcosa d’impalpabile
come solo un desiderio può essere
un sogno venuto dal niente che ci rovescia in corpo la porpora e la polpa
bianca  senza più linfa che cede all’immaginazione il cuneo
per altre devozioni singolari
idee di intercambiale missione
un rateo di forme ad un semaforo senza luce  che è l’io
capitolo semplice di un testo di devozione
ad un concetto in cui dio è un congegno a tempo e oscuro resta
la misura del suo  conto
il recitativo del salmo come lato dell’icona
dove l’anima è imbrigliata  in una sagoma imbrogliona.

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