Frammenti 2

di fernirosso

michael peck

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E quando mi sveglio non ho memoria di nulla. Per questo occultano  il fatto. Le cose un poco alla volta sono state inghiottite nel nero della dimenticanza, e finalmente il mondo è stato ridotto al silenzio. Tace, di me e di te, della nostra famiglia braccata, senza più mettere  in fuga né te né me. Ma. Ora, non abbiamo accesso ai confini di noi stessi. Nominati al ruolo di viventi, ci  siamo inabissati, in  esìli permanenti, anche noi come pianeti e satelliti delle storie cresciuteci sopra come una crosta d’albero. Dentro le parole, nei pensieri o nelle assurde logiche di ogni giorno di questa realtà inventata, con cura e ferocia, vorrebbero trangugiare tutto il nero in una specie di ruota di scorta. Ci hanno sequestrato l’infinito, la nostra vita  è solo una crudele finzione. È come un file, questa pagina. Notturna. Esposta a quell’unico fine che è vivere senza ritorno, senza portare testimonianza di ogni esodo e partenza. Ci tiene qui senza presenza.

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