nei libri degli altri a volte

di fernirosso

marco ambrosi

.

cerchi l’uscita dai tuoi pensieri e capita
che  tu veda intero il labirinto da una soglia
o una porta socchiusa sul dorso di una parola
sul retro di una vecchia storia che credi una stanza
capita che tu ci arrivi senza volerlo e
a volte
a volte capita che tu riesca
dall’altra parte di quel retro in cui non c’eri tu
se non per qualche contrattempo
in cui la lettura ti faceva uscire dalla clausura di un’assurda paura
di non voler imbatterti in quella te stessa sconosciuta
lì     appena dietro il vetro di una finestra socchiusa    da cui entrano voci
che brillano  il buio della memoria
ed emettono suoni esplosioni  del silenzio dentro i luoghi del  sangue.

Capita che tu resti lì come sospeso
e non c’è nemmeno una luce  accesa
nel passato le stanze sono legni o ferri con l’uncino di diamante
segnano il corpo in penombra
con parentesi di luna e
in mezzo alla stanza dove credevi cedesse il suolo
in un attimo  passa tutta  la tua vita
come lucciole attraverso le fessure del tempo
rendendo familiare
questo affacendarsi in te del disordine.

E finalmente fuori
dorme l’anima
senza alcuna protezione


da Altri luoghi

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