assaggiare il cielo

di fernirosso

louis treserras

louis treserras cropped


in uno specchio senza riflesso
questo volevo buttandomi  contro
i rottami di una vita che evita e spunta la vita degli altri
che calcia che stupra che ammazza che vomita   compra e dimentica
e ha sempre lo stesso nome e la solita faccia
le mani di uno che spinge e non ricorda
a cui non servi se non sei servo come lui del suo trastullo
e i calci nel sedere e il silenzio in bocca  un fallo senza seme che semina indecenza

volevo buttarmi contro
quest’acqua marcia e sputare in faccia a chi non ha nome
i fatti di vento con l’orgoglio incistato dentro le pance
cresciute a dismisura non suonano i flauti  per l’assenza di senbilità
si divorano tra loro   parassiti intestinali
sui corpi di altri si cibano e si sbranano
religiose cattoliche mantidi
in ondate  di fetore
celebrano soli di latta
una lenta apocalisse apertasi tra le loro carni
in un letto  a mangiatoia in una messa senza amen
una mensa senza pace  questo restare ancora miracolati

ma
è  rotondo il ricircolo digestivo
c’è un rigurgito emotivo tra le loro tronfie trombe
che cantano sulle tombe di altri  che si  credono dei

pensandosi salvati
anime incolumi  in un incarnito peccato

domani come oggi guardatevi  le spalle
la morte comunque e comune

ancora vi è davanti

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