Noi siamo tutti superstiti

di fernirosso

juul kraijer

.

dalle ossa della morte
di milioni di altri
veniamo

dai corpi senza lamento di ogni passato strazio
dalla fine senza testamento di foreste e oceani
di bestie che non hanno ancora avuto un nome

ma sono allacciati alla clessidra del nostro tempo
in questo spazio che non è immenso ma un grumo
di sangue rappresosi per forme
e in quelle c’è la stella di domani già vecchia e consumata dal verme di ieri

e l’uccello azzurro del futuro lo mangia
e si sciolgono le fontane e i secchi per abbeverare  le storie

cantano le gemme dell’acqua sui sassi delle vecchie memorie

rompono il dolore della pietra ne fanno sabbia lungo tutti i mari
e schiuma la porta delle ore e il cane della morte ha di nuovo la bava alla bocca
e corre e non si siede
a trovare respiro lungo la notte.
Eppure lontano appena visibile
in una sagoma d’arca  nell’arco del tempo che ancora ci sorregge tutti
c’è qualcosa  come una polvere
che per un respiro di nuovo si addensa e

tutto

ancora nella stessa storia

ricomincia

Annunci