Frammenti interi

di fernirosso

alessandra maria

alessandra-maria-gleaning-from-within-the-garden

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le vecchie case
le capanne di frasche   la paglia sui tetti
le cascine di mattoni
oggi sono  lugubri carceri    di vetro
e ferro come altissime foreste senza anima
gotica soltanto una tendenza che dai profili sfacciata
profana il sangue come mistica alla moda.

I libri ammonticchiati in terra
nei vani dei supermercati sprezzati
svendono a brandelli i corpi  dei frammenti
in cui hanno smontato pezzo per pezzo la storia
il mondo  verde e  l’agro delle metamorfosi
niente ormai tende più
la curvatura dell’orizzonte
solo punti di una congiuntura
attuale  nera la prospettiva di vivere
costruisce rovine per ammutolire la bocca già chiusa.

Digrignando i denti con una smorfia
senza più il gusto l’olfatto con l’udito sopraffatto
da noie e  rumori inquinati
nuovi cesari fattori  di una valle infernale
comandano  impugnando una più lunga bacchetta
fatta di leggi in rami e radici di rigori
preludio di una mancata emancipazione dalla frusta
dal dolore di una falsa severità
dietro cui si nasconde  greve la volontà di ammazzare vendere comprare
vite come oggetti e soggetti come vita
e tra questi steli antichi sottovoce la parola fruscia
un inverso  tempo una vessata stagione
scritta per volere di una grafica occulta con pennacchi
d’inchiostro e sbaffi di sberleffo
perché oggi falso è persino il moto del vento e il dito di dio non si nasconde
nella strage di uno tzunami

Eppure oggi
in questa pace dei campi in cui gli uomini sono assenti
nelle bianche distese di nuvole simili a pagine
qualcosa che era in frantumi sembra incollare al paesaggio
una possibile salvezza un esito nuovo all’esilio
una poesia dei luoghi che si fa parola
senza una verità da portare a casa
senza un confine preciso o il tradimento di una  illusione
duratura per il tempo che le spetta
solo una netta rigatura di  pioppi
dritti
in faccia all’assenza del sole

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