Sul limite del bosco al limite dell’oscuro

di fernirosso

franco rattazzi

.

dove la selva per secoli ha inghiottito uomini e donne
eroi  delle favole e della leggenda anche noi
passiamo
tutti cercando accuratamente di non addentrarci
là dove i segni si perdono.

Ci sono regni
che sono i contrafforti
della luce e dell’oscurità.
Lungo la via dell’esilio
nel regno oscuro non c’è posto
che eguagli di misura il nostro passo
terrore orrore e incanto nell’ignoto si mescolano
in un incredibile sapore
che è lezione magistrale della memoria
raccolta attorno all’anello del pozzo verità e fantasia strette nell’arco
preparano  ami e gli aghi affilano con geniale perizia
per ricucire parti slabbrate della vita
lingue radiate   rami in cui l’aorta si biforca
e il  marmo del tempo accerchia  in un battito tenace
i suoni del continuo suo errare di bocca in bocca
e da un orecchio all’altro senza sosta
perché tutto ha parola e niente è muto
anche il silenzio è una scrittura di densità complessa una voce acuta
un’ onda arguta che tutto fa combaciare nell’oceano di un’unica poesia
tra steli di vento e rime di riso
l’ebbrezza di valicare lo spazio oltre la misura di ogni segno
di sentire il segnale  giusto nel varco e lì
poggiare finalmente ogni oscuro carico
ogni greve pensiero ogni desiderio sentirsi
finalmente
in una  stagione
e senza fine mai
mai più di niente sentirne la ragione.

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