Così che a lungo

di fernirosso

alberto macone

alberto_macone_01

.

io vidi    questo e quello
confondermi  alla pari per bellezza e osceno
senza stare a freno  l’intelletto stretto
non vidi quello che sempre avevo
chiaro davanti agli occhi
che scoperchiatisi per cecità e dovizia di luce
in ginocchio mi misero per lungo tempo
e senza più dolcezza di quel pane
e senza più dolore di quella pena angusta
mi ritrovai a rinascermi da dentro
da squama a squama
come un pesce senza più l’acqua
gli occhi rovesciai in orbite d’oscuro
e così cieca più d’una radice in terra
bella più bella d’ogni altra cosa
vidi di me in me la continua guerra
per trarre legni e scintille di cui la notte si rinserra
in scarsità di pioggia  che il vento atterra

grandinavi
sugli scavi delle mani e dal petto
amore non trovavi
che vuoto e grande un cumulo
che tutto accoglie vincendo del tempo il sospetto
smuovevi i sassi    credevi  davvero di vincere la guerra

ma alto e basso questo nuovo sole
l’orgoglio rimodella
e di ogni durezza  morbidezza incolla
d’erba e acque un mare rinnovella
amore che finalmente all’amo
sa deviare la saggezza   perché chi ama
più grande in sé misura
profondità  e ampiezza
senza più  spazio
completa la consistenza folle della pena.

f.f.- oltre la soglia del giorno

Annunci