ancora è così

di fernirosso

.

un giorno dopo l’altro una goccia e poi la seguente
per concludersi ci si disabitua
e ci si abitua tutto il tempo a disabitarci
corpo a corpo con il proprio e quello degli altri
con le voci che ci spogliamo di noi stessi e
nell’aria aria si fanno divincolandosi da noi
da tutto quanto vanamente crediamo d’essere
e siamo solo piccole bestie nel pascolo
verde che l’erba del mondo attesta anch’essa fradicia
di vita e morte fiutata recisa mangiata
ancora erba in questo infernale meccanismo
che tutto ingurgita e poi espelle
facendone corpi annodati gli uni agli altri
tentacolare mostruosa creatura del cosmo
con luci e precipizi
rimossi luoghi dove l’essere s’incarna
e creandosi s’incrina  ancora  e di nuovo
disarginando il vacuo del primo uomo.

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