dall’altra me

di fernirosso

daria petrilli

doppia-natura-copia-

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stavi tornando
stavi aprendo la porta
ed era tutto così naturale
come se niente fosse accaduto
come se non ci fossero state tempeste
nessun fulmine avesse bruciato le nostre storie
stavi  sulla porta e mi guardavi
nella mia vita   segreta
tu eri là ed era indiscutibile che stesse accadendo
tu che sei la mia pena mai sanata del tutto
il pozzo dove mi ero gettata a capofitto
per dimenticarmi chi eri e costruirmi attraverso troppi frammenti
invisibili dentro il buio cresciuto
dove tutti i corpi che sono
sono oggetti e insieme ad  altri hanno pesi diversi
tu avevi la corona e il potere di guastare o gustare il mio tempo
io correvo correvo senza sapere che invece rincorrevo una me stessa
senza identità e fu per quella trasparenza che finalmente toccai il fondo
l’acqua che anch’io avevo al fondo
muovendomi oscura nella mia vita   segreta
quando smisi di parlarti smisi di ascoltare l’altra me
a cui avevo dato senza mai conoscerla ascolto
senza mai guardare dall’altra parte
per vedere che c’era
quella silenziosa amante della vita che voleva tornare indietro
lungo l’argine innevato per andare ad una sorgente
che era casa sua finalmente.

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