vocazioni

di fernirosso

dominik jasinski – metamorfosi

dominik jasinski metamorfosi

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equivoci evocazioni di qualcosa che resta sconosciuto
poche meraviglie vedono gli occhi degli uomini
documentano la disgrazia della cecità profonda
le immagini  in cui vedono non oltre la loro faccia
e non sanno di nutrirsi
ciascuno ad una sola tavola
emanano verdetti senza guardarsi l’un l’altro negli occhi
così spingono ciascuno quello che chiamano sconosciuto
nel fondo del pozzo
in cui non sanno che anch’essi giungeranno

eppure leggere potrebbero e scrivere dovrebbero nella stessa  lingua
che è ricordo in sé nutrimento e misura del luogo da cui tutti provengono
a cui ciascuno farà ritorno
aria dello stesso respiro che entra nella pelle
e il corpo scalda in una fiamma che mai brucia per intero

strana la vita e  strano ancora di più lasciarla
perché irripetibile ognuno  si fa suono del cosmo
così per l’uomo e tutte le altre specie  specchio
di un solo essere continuo
mondo in un corpo di vuoto
ospitante ritmo di molecole danzanti
che altri equilibri innescano volta per volta
e ciò che fu non sarà ancora e tutto avrà di nuovo vita

nuda è la morte spogliata dalle nostre vesti
e chiara la sua mano in ogni nuova forma rifiorita
così ora e qui siamo venuti a conoscere non noi
fugaci e inerti ma di grandezza fuor di misura
dell’infinito giorno in cui lei e l’altra sono fondamento
una grazia senza consenso
abisso senza bisogno di conforto
luogo che non ha nome né parola per dirlo
in un unico dettato o in un solo dialetto.

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